sabato 6 febbraio 2021

Aggiudicati i lavori per la ristrutturazione del Melli

   San Pietro Vernotico. Aggiudicata la gara per la ristrutturazione generale dell’ex ospedale Melli. Sono previsti interventi per 9milioni e 200mila euro, che la Asl di Brindisi ha affidato alla ditta Pennetta Group Srl-De-Pa impianti Srl di Martano. A darne notizia è il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati. Che spiega come “questo importante intervento comprenda lavori di ‘adeguamento a norma, rinnovo, acquisto di tecnologia sanitaria per la rete delle dipendenze patologiche e riconversione’.
L’intervento è finanziato con risorse derivanti dal Por Puglia 2014/2020 (Obiettivo Tematico IX, Azione 9.12).
 “Ringrazio – conclude - il DG dell’Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone e tutta l’area gestione tecnica per il lavoro svolto finalizzato a  garantire maggiori possibilità di cura in una struttura all’avanguardia”.


 

sabato 30 gennaio 2021

Web conference sul "secolo degli eccidi"

Iniziativa promossa dal "Caffè Letterario" a sostegno dei diritti del popolo Armeno 

San Pietro Vernotico. Web conference questo pomeriggio,30 gennaio, sul tema “ Il ‘900 secolo di eccidi “. L’iniziativa è stata promossa dal Caffè Letterario di San Pietro Vernotico con l’obiettivo di diffondere la cultura e la conoscenza degli errori del passato, perche non siano più commessi.

Il saluto della città ai prestigiosi interlocutori è stato rivolto dal sindaco avv. Pasquale Rizzo, che ha dialogato con Tsovinare Hambardzumyan, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica di Armenia in Italia. Il primo cittadino ha ricordato la coraggiosa delibera del consiglio comunale approvata all'unanimità, su proposta del consigliere Raffaele Martina,  con la quale l’assise cittadina auspica un riconoscimento della Repubblica de facto di Artsakh (Nagorno Karabakh ) ed il diritto dell’ autodeterminazione del popolo armeno. L’ambasciatore, che ha molto apprezzato, ha ringraziato dell’accoglienza il Caffè Letterario ed il Comune di San Pietro per la vicinanza e la sensibilità dimostrata per la storia del popolo armeno, nel corso degli anni perseguitato, sottolineando a sua volta l’importanza della memoria e la fiducia nella giustizia.

Alla videoconferenza ha preso parte con un videomessaggio a causa dei pregressi impegni, l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, il quale ha manifestato il suo rammarico per le persecuzioni passate e presenti nei confronti dei popoli. Soprattutto per quelli di matrice cristiana e in particolare per gli armeni, primo popolo a riconoscere il Cristyianesimo come religione di Stato..
Un exursus storico sulle cause geopolitiche dei tanti eccidi perpetrati nei confronti degli Armeni, Ebrei, Cambogiani e dei tanti altri popoli, a volte dimenticati, è stato il tema trattato con perizia e competenza dall’avv. Domenico Valletta. Il consigliere comunale Raffaele Martina ha, invece, dialogato con il dott. Carlo Coppola, presidente centro studi “ Rand Nazariants “ in collegamento da Bari e conoscitore del mondo e del popolo armeno. Entrambi hanno presentato il letterato armeno Hrand Nazariants e le sue opere, soffermandosi sul perché dell’armenofobia.
L’ incontro è stato seguito da molti armeni sparsi per l'Italia, mentre il prof.  Coppola si è collegato con il capo della comunità armena, Rupen Timurian, a famiglia Lilosiane  Dario Rupen Timurian.
Ha preso parte al collegamento da Milano anche Pietro Kuciukian, Console Onorario dell’Armenia in Italia, che da anni si prodiga per la salvaguardia delle persone più povere dell'Artsakh contribuendo a curare personalmente i bambini più indifesi. Al termine della conversazione il Console, apprezzando l'operato e l'organizzazione dell'evento, si è soffermnato sulla differenza tra i termini "eccidio" e "genocidio".
   L’incontro via web è stato moderato dal prof. Luigi Molfetta, presidente del "Caffè Letterario", che ha sottolineato la necessità del “ ricordo “ di tutti gli eccidi e la ferma condanna di chi li provoca. . 
  Nel corso dei suoi interventi il prof. Molfetta ha anche  presentato il libro “ Pulizia di classe “ – Il massacro di Katyn- di Victor Zaslavsky, storico russo dissidente, che ha saputo cercare, trovare, leggere, capire e pubblicare con dati inconfutabili il massacro di 22mila soldati polacchi per mano dell’ Unione Sovietica nel 1940
La conference si è conclusa con l’ascolto degli inni nazionali di Italia e dell’ Armenia. 


lunedì 25 gennaio 2021

Fototrappole contro l'abbandono incontrollato dei rifiuti

  San Pietro Vernotico. Fototrappole contro l’abbandono indiscriminato di rifiuti . Il Comune ne ha avuto in comodato d'uso dalla agenzia territoriale della Regione Puglia 8, a fronte delle 10 richieste lo scorso mese di dicembre quando ha partecipato all’aviso pubblico di Ager. 
L'assegnazione è avvenuta in base ai criteri contenuti nel bando, ovvero in base allestensione del territorio comunale, della popolazione residente e in funzione del flussi turistici.
  San Pietro Vernotico ha una superficie di circa 47 chilometri quadrati e conta poco meno di 14mila abitanti, destinati ad aumentare com'è noto nel periodo estivo. Sul litorale la marina di Campo di Mare, il bosco di Tramazzone e quello di Cerano. Significativo sul terriutorio l’abbandono selvaggio di rifiuti di ogni genere: ingombranti, inerti e pericolosi, soprattutto amianto con conseguente degrado ambientale e maggiori spese per la collettività per lo smaltimento. Fenomeni di inciviltà, che non si giustificano, anche perché è attiva la racoclta dei rifiuti porta a porta ed un servizio gratuiti per il ritiro degli ingombranti. E invece c'è chi parte da casa con la spazzatura in auto per abbandonarla poi in campagna, deturpando il paesaggio e recando danno all'ambinete.
A tutto ciò, fanno notare dal Comune, occorer fare i conti anche con il fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti da parte di utenze non domestiche, che dovrebbero smaltire il rediduo delle loro lavorazioni a proprie spese.
Già l'anno scorso a fronte di queste riticità l'amministrazione comunale ha fatto installare alcune fototrappole (speciali telecamere, che consentono di individuare le persone, che abbandonano i rifiuti e le targhe degli automezzi utilizzati), con risultati apprezzabili. Sono stati identificati e sanzionati, infatti, numerosi incivili immortalati nelle zone rurali, sulla Marina di Campo di Mare e nell'abitato di San Pietro Vernotico mentre abbandonavano rifiuti di ogni genere. Con l'installazione delle nuove 8 fototrapopole concesse in comodato d'uso dalla regione, l'attività di repressione contro gli incivili continuerà in maniera ancora più incisiva.

domenica 24 gennaio 2021

"Cerano senza la centrale": un sogno impossibile?

Ernesto Musio
   San Pietro Vernotico. Pubblichiamo una lunga riflessione a firma di Ernesto Musio, coautore della Convenzione del ’96 e già coordinatore del "Comitato 8giugno" su Cerano e la centrale Enel. 
   Provo sempre un tuffo al cuore ogni volta che da Campo di Mare vedo ergersi all’orizzonte la centrale a carbone di Cerano, tra il blu del cielo e il blu dell’acqua.
Ciò perché, oltre all’inquinamento ambientale e alle conseguenze sanitarie subite, un serissimo problema, sottovalutato e sottaciuto, se non misconosciuto, è l’impatto artificialmente prodotto da quella mega centrale su una lunghissima fascia costiera salentina a sud di Brindisi, la cui accelerazione e amplificazione erosiva condiziona le stesse politiche del turismo. 
Di fatti, ormai sempre più spesso viene segnalata l’allarmante progressiva erosione della costa, da Campo di Mare a Torre San Gennaro, fino a Lido Presepe, Lido Cipolla, Lendinuso, Casalabate e oltre, ora addebitata alle sempre più frequenti violente mareggiate invernali ora alla mancanza di barriere frangiflutto dalle marine di Torchiarolo in poi. E sempre più frequentemente si stanno emettendo ordinanze comunali di interdizione al traffico veicolare per i continui crolli di falesia che provocano crescenti cedimenti di strada, nonostante le continue messe in sicurezza, i lavori di manutenzione di arredo urbano negli abitati in prossimità della costa e i consolidamenti di alcuni tratti costieri effettuati.
Oggi che siamo entrati nell’era della cosiddetta “decarbonizzazione”, ma che più propriamente dovrebbe essere chiamata era della “defossilizzazione”, se si vuole aderire veramente alla ratio e agli obiettivi degli accordi di Parigi sul clima, credo sia opportuno ricordare o far sapere che la “struttura aggettante” di presa a mare della centrale a carbone di Cerano ha interrotto il trasporto di 120.000 mc annui di sabbia, la qual cosa continua a impedire il ripascimento naturale delle spiagge, determinato proprio dal blocco del flusso sedimentario della riva. Ciò continua sempre più ad amplificare l’erosione di una lunghissima fascia costiera salentina, almeno da Campo di Mare a San Cataldo e oltre, già naturalmente interessata dal fenomeno del bradisismo. E’ il motivo per il quale nel lontano passato ha obbligato a un ripascimento artificiale e a costosissime opere di recupero di un tratto costiero, con frangiflutti e opere di consolidamento, grazie al contributo dell’Enel, come è accaduto con il progetto del prof. Cotecchia per Campo di Mare. Lo stesso Consiglio Nazionale delle Ricerche, nell’Atlante sullo Stato delle Coste Italiane, ha rilevato da decenni che quasi la metà delle coste italiane è in stato erosivo e che, tra le cause principali, vi è proprio “la costruzione di porti e strutture aggettanti”, quale è una centrale come la nostra, e che la Puglia, per la sua alta percentuale di erosione, si posiziona ai primissimi posti della classifica.
Mi ha sempre sorpreso il silenzio o la non valutazione di questo problema. Oggi ancor di più di ieri, visto che si continuano a spendere fior di quattrini per opere di contenimento e/o di urbanizzazione a terra, nemmeno bastevoli a risolvere gli “effetti” del fenomeno erosivo, anziché intervenire, come sarebbe necessario e urgente, sulla sua principale “causa”, costituita proprio da quella struttura aggettante che si protende nel mare e si staglia nel cielo di Cerano. 

Apprendo che il Contratto Istituzionale di Sviluppo in via di definizione comprenderà anche i Comuni cerniera tra Brindisi e Lecce e cioè, per la parte brindisina, esclusivamente San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Cellino, Sandonaci, San Pancrazio, con progetti inerenti il turismo, la riqualificazione ambientale e la “rigenerazione della costa”!
Ebbene, oggi l’area a rischio si trova in un tornante della storia territoriale analogo a quello del ’96. Ma mentre allora si trattò, con una famosa Convenzione, benché tradita dai decreti Bersani di liberalizzazione, di “mitigare” il più possibile l’impatto ambientale del polo energetico, oggi si tratta, a mio sommesso avviso, di “superare” finalmente sì il carbone, ovviamente tutelando come si fece allora tutti i lavoratori, ma con la dismissione della centrale e la bonifica dell’intera area, non con la sua trasformazione in qualcosa d’altro, aziendalmente, anche se legittimamente, profittevole!
In ogni caso, non è pensabile lasciare a Enel la “responsabilità” di definire un progetto per il dopo carbone, come avvenuto fin qui, in quanto il legittimo interesse aziendale di ottimizzare comunque l’utilizzo dei suoi impianti rischia di farci rivivere, sia pure in contesti e con un progetto diversi, l’infinita telenovela già vissuta con la Centrale a carbone di Brindisi Nord.
Né si può lasciare alla “solitudine” del Comune di Brindisi l’iniziativa di definire i destini di un più vasto territorio salentino situato a sud di Brindisi e a nord di Lecce, segnato com’è stato in questi decenni dalle conseguenze ambientali e sanitarie, ma anche costiere, della centrale.
Inoltre, ho sempre ritenuto, assieme ai “ragazzi del 96”, che la questione energetica brindisina, pur avendo io partecipato con loro con passione alla definizione di quella mitica Convenzione, non fosse una questione squisitamente ambientale, ma che essa dovese costituire il fulcro di una “riconversione ecologica dell’intera economia brindisina”, cioè, una occasione storica di uscire, come ci ammoniva il Cerpem, da quelle monoculture produttive che si erano storicamente insediate e che però rendevano asfittico e senza sbocchi lo sviluppo economico del territorio e il futuro occupazionale delle nuove generazioni..
Certo. Oggi siamo in un altro mondo! Eppure dal ’96 occorrerebbe mutuare spirito e obiettivi del Protocollo Aggiuntivo a quella Convenzione, attinente uno sviluppo compatibile, ovviamente aggiornandone i contenuti, con il coinvolgimento della stessa Enel, a cominciare dalla frontiera dell’idrogeno verde, e convogliandovi tutte le risorse finanziarie nazionali, regionali e comunitarie disponibili e utilizzabili.
Ci vogliono perciò un’idea e un progetto adeguati - una “visione” -, con il concorso di tutti gli enti territoriali interessati, delle organizzazioni sindacali, datoriali e ambientaliste (le quali hanno già avanzato proposte interessanti!), della stessa Enel, della Regione e del Governo, come fu nel ’96.
Occorre immaginare la costa senza la centrale e “vederla” rinaturalizzata e rigenerata urbanisticamente a fini turistici e per nuovissimi sbocchi economici e occupazionali, carichi di futuro. 
E’ una sogno “visionario”, forse innamorato di un già vissuto nelle estati giovanili quando quelle marine erano piene di vita, ma che prelude nello stesso tempo a uno scenario fondato sulla qualità paesaggistica e l’appetibilità turistica della costa, oltre a costituire un esempio, arduo ma non impossibile, di riconversione ecologica di un territorio, si direbbe oggi.
Le visioni, per definizione, sono tali perché superano le angustie e la cecità dei tempi, come lo sono quelli che stiamo drammaticamente vivendo, anche se sono ritenute al momento pazze e impossibili.
Ma immaginare un futuro “non più fossile” per Cerano, se è storicamente giusto e, ancor più, economicamente necessario per strutturare una prospettiva di futuro, allora non è impossibile.
E’ il sogno che hanno perseguito per anni movimenti e la parte bella della politica territoriale e, per ultimo, anche il Comitato 8giugno. Oggi, dovrebbe sentire impegnati, a mio sommesso avviso, tutti quei salentini che siedono, sia da postazioni di governo o meno, nelle istituzioni locali, regionali e nazionali.
Se non inverarlo ora, quando mai più?

In fuga con l'auto, arrestati dai carabinieri

Gianmarco Caldiron
   Cellino San Marco. Arrestati in flagranza di reato dai carabinieri della stazione di San Pietro Vernotico Gianmarco Caldiron , 39 anni, ed un 22enne, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Calderon è stato denunciato anche per guida senza patente, perché mai conseguita, e per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti sanitari per stabilire se fosse alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito Caldoiron è stato sottoposto a regime degli areresti domiciliari e il 22enne, rimesso in libertà.
Si tratta degli occupanti la Giulietta di colore scuro, che nel pomeriggio di ieri alla vista dei carabinieri, nella zona 167, a San Pietro Vernotico, si erano dati alla fuga, dando vita ad un rocambolesco inseguimento, finito nel centro abitato di Cellino San Marco, dopo che l’auto dei fuggitivi è andata a sbattere sul muro di cinta di un’abitazione.
I carabinieri della stazione di San Pietro Vernotico in servizio per il controllo del territorio avevano notato alla guida di un’autovettura Caldiron, che si è così dato a precipitosa fuga. Ne è nato un rocambolesco inseguimento fino a Cellino San Marco, dove Caldiron ed il 22enne, dopo aver sbattuto con l’auto contro il muro di cinta di un’abitazione, hanno precipitosamente, abbandonato l’auto, proseguendo la corsa a piedi, facendo perdere le tracce. Le ricerche attivate immediatamente dai carabinieri, coadiuvati dai colleghi della Sezione Radiomobile, hanno, però, consentito di rintracciare subito dopo i fuggitivi poco distanti dal luogo dell’incidente.
La Giulietta, è stata sottoposta a sequestro.