sabato 12 settembre 2020

Abbandono incontrollato dei rifiuti, ad agosto individuati dai carabinieri altri 20 siti

   Brindisi.
E’ senza soluzione di continuità l’attività di monitoraggio e contrasto al fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti da parte del Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri. Nel mese di agosto sono stati individuati altri 20 siti da sottoporre a bonifica, in riferimento ai quali, come previsto dalla normativa di settore, sono state interessate le Autorità preposte. 
Oltre a rendere alla collettività il primario ed essenziale servizio della salubrità pubblica i puntuali e rigorosi interventi dei carabinieri contribuiscono in maniera efficace a restituire al territorio, e, pertanto, alla popolazione, quella bellezza paesaggistica che, purtroppo, troppo spesso, viene calpestata. L’abbandono incontrollato di rifiuti sono connotati da scarsissimo senso civico, dequalificano il territorio, riverberandosi pure in maniera indiretta sullo stato di salute anche economico della provincia, danneggiandone inevitabilmente la qualità della vita e l’immagine. Oltre all’appetibilità per tutti quei turisti, anche stranieri, che puntano a voler trascorrere qualche giorno nel territorio provinciale e nazionale.
Il Comando provinciale dei carabinieri sottolinea come, peraltro, siano pesanti le ripercussioni sanzionatorie per i trasgressori. E che la specifica condotta sia punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 3mial euro, cifra che viene raddoppiata a 6mila, qualora lo sversamento riguardi rifiuti pericolosi (materiali infiammabili, corrosivi, di provenienza industriale, amianto, ecc.).
Per quanto concerne le discariche incontrollate, che si notano lungo gli assi viari, costituite da accumuli di rifiuti abbandonati sulle piazzole di sosta, dei canali di scolo, sulle complanari e sulle scarpate oggetto di monitoraggio nei vari Comuni, le stazioni carabinieri competenti per territorio provvedono a segnalarle alle autorità competenti. E la corrispettiva amministrazione comunale può imputare all’ente proprietario della strada l’omessa vigilanza, con gli obblighi di rimozione e smaltimento ed il ripristino dello stato dei luoghi.
I Tribunali amministrativi regionali, fanno notare dal comando provinciale carabinieri, come in sostanza, abbiano affermato che “in assenza dell’individuazione del responsabile, vada ascritta all’ente gestore a titolo di colpa la mancata adozione delle misure necessarie volte ad evitare il deposito di rifiuti da parte di terzi, non avendo usato l’ordinaria diligenza che prevede un obbligo da parte del gestore di provvedere alla pulizia delle strade e delle loro pertinenze”.