lunedì 10 febbraio 2020

Dalle foibe una pagina di storia locale

Giacino Mazzotta
   Cellino San Marco. Una pagina di storia lontana nel tempo e nei luoghi e che all’improvviso si presenta molto più vicina di quanto non avresti mai immaginato. E’ quella che ricorda un giovane finanziere, Giacinto Mazzotta, 22 anni, gettato nella foibe di Lubiana dai “partigiani di Tito”. Mazzotta era in forza al IX Battaglione finanzieri schierato in Slovena e prestava in servizio sulla frontiera, a San Pietro del Carso, oggi Pivka. Dopo l’8 settembre del 43 il grosso del battaglione riuscì a rientrare a Trieste, ma i militari italiani nelle aree rurali furono sommersi dalla sollevazione dei partigiani slavi agli rdini di Tito. Ed anche per il giovane finanziere di Cellino San Marco la fine fu  quella atroce riservata di tanti altri italiani, militari e civili, finiti nelle foibe, le profonde cavità carsiche. Forse, perchè sulla fine giovane finanziere cellinese non ci sono certezze, se non la ragionevole consapevlezza di essere stato uno dei tanti infoibati ai quali non è poi stato possibile dare un nome.     
 Giacinto Mazzotta si era arruolato come allievo nella Guardia di Finanza nell’ottobre del 1939 a soli 18 anni. L’anno dopo diviene effettivo ed assegnato alla Legione territoriale di Trieste. Quindi alla Brigata Fiume. Con l’entrata dell’Italia in guerra Mazzotta viene trasferito in quota alle diverse Brigate di finanzieri schierate sul fronte e nel 42, specificatamente, al settore di frontiera di San Pietro del Carso, dove insieme ad un manipolo di colleghi viene fatto prigioniero dai partigiani slavi. La fine.
 Nel 2018, Cellino San Marco ha reso omaggio alla memoria del giovane finanziere con una targa commemorativa, scoperta dai familiari di Giacinto Mazzotta, tra i quali Lorenzo, consigliere comunale. Nel febbraio del 2017 il presidente della Repubblica "in riconoscimento del sacrificio offerto alla Patria da Giacinto Mazzotta" ha, invece, assegnato a Federica Mazzotta, pronipote di Giacinto, la "Medaglia commemorativa".
 Tra l'8 settembre del 43 ed il maggio del 45 i militari brindisini finiti nelle foibe sono stati complessivamente 27. Tra questi anche il bersagliere in forza alla Brigata Mussolini, Antonio Pagliara di Angelo, 23enne di Torchiarolo. 
 Nel giorno della memoria delle vttime delle foibe, oggi 10 febbraio, una delegazione di studenti del Valzani di San Pietro Vernotico, unitamente all'assessore alla Pubblica istruzione, Antonella De Matteis, ha preso parte alla cerimonia che si è svolta davanti al Sacrario  della foiba di Basovizza. Il presente che incontra la memoria di un passato, che appartiene, anche questo, al territorio brindisino.