domenica 1 dicembre 2019

Studenti del Valzani alla scoperta delle "astronavi del mare"

    San Pietro Vernotico. Studenti del “Valzani” alla scoperta delle “astronavi del mare”, ovvero i sottomarini. 
 Arsenale di Taranto. Qui c’è la base sommergibili e la scuola dove vengono formati i marinai degli abissi. Una eccellenza della Marina Militare. Ed è qui che per una intera mattinata gli studenti del Valzani, accompagnati da alcuni docenti e dai sommergibilisti del Gruppo ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) di San Pietro Vernotico, sono stati ospiti della scuola e del sottomarino Gazzana. Un entusiasmante viaggio alla scoperta di una affascinante professione sul mare. Ad accogliere la comitiva il comandante la flottiglia sommergibili, il capitano di vascello Giovanni Marilli, ed il presidente nazionale della Componente Sommergibili dell’ANMI, ammiraglio Filippo Casamassima. Gli studenti hanno chiesto ed ottenuto di poter deporre una corona d’alloro ai piedi del “Monumento ai Sommergibilisti”. Una richiesta, che è stata accolta con piacevole sorpresa e che è stata sottolineata dagli onori resi da un picchetto armato, con la lettura della Preghiera del Marinaio e la benedizione della corona. 
   Momenti di grandi emozioni, che il comandante Marilli ha commentato, sottolineando come “l’omaggio reso dai giovani studenti a quanti riposano nelle profondità del mare sia una tangibile attestazione dei grandi valori della vita, che ci sono stati tramandati con il loro sacrificio”.
  Nella scuola sommergibili gli studenti fanno la loro conoscenza con i simulatori del tutto simili a ciò che l’aspirante sommergibilista troverà poi a bordo. Quello che riproduce la camera manovra dei battelli di ultima generazione, gli U 212 A, si presenta come una vera e propria navicella spaziale. Peraltro i battelli di questo tipo sono a propulsione ibrida, sfruttano cioè la reazione chimica tra ossigeno ed idrogeno. E si  muovono in mare come un'astronave. Come dire il futuro già ancorato al presente.
 Quindi ai giovani visitatori viene descritta l’attività operativa affidata al giorno d’oggi ai battelli. E di tutto quello, che la più avanzata tecnologia sorprendentemente consente di poter fare al sommergibilista del terzo millennio. La visita nella sala cimeli e delle testimonianze su quanti hanno fatto grande la storia della componente subacquea italiana raccoglie come non mai l’attenzione dei giovani visitatori.
  A bordo del Gazzana il contatto con la dimensione reale nella quale il sommergibilista è chiamato a lavorare tra spazi angusti colmi sino all’inverosimile di apparecchiature elettroniche, le brande per riposare, i siluri, il quadrato dove consumare i pasti, la cucina, la sala motori, i quadri elettrici ed il motore dell’elica. Affabilità e umiltà caratterizzano come sempre le risposte del personale di bordo alle domande degli studenti.
I sommergibilisti non si vedono, ma ci sono. Ed il loro compito è quello di monitorare senza soluzione di continuità il mare per la sicurezza di tutti. Questo il messaggio recepito dagli studenti e docenti.
  “E’ stata un’esperienza unica e nello stesso tempo sorprendente”- è stato, infatti, il loro commento più ricorrente a conclusione del loro viaggio alla scoperta dei sottomarini italiani.