giovedì 8 agosto 2019

Lavoro nero nei campi: denunciato il legale rappresentante di un'azienda agricola

San Pancrazio Salentino. Denunciato un 50enne del luogo legale rappresentante di un’azienda agricola specializzata nella coltivazione  di ortaggi, per sfruttamento del lavoro nei riguardi di un cittadino 24enne, originario del Niger, e altre violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
  La denuncia è scattata a conclusione degli accertamenti effettuati un contrada “caretta” dai militari del Nucleo Investigativo della task force anti-caporalato, costituita dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, su disposizioni del Comando Legione Carabinieri “Puglia”, al fine di contrastare il fenomeno dell’intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro, unitamente ai militari della Stazione di San Pancrazio Salentino e del Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro di Brindisi. A seguito di un’ispezione sui terreni dell’azienda, è stata accertata la presenza di un bracciante extracomunitario 24enne, originario del Niger, in possesso di regolare permesso di soggiorno “per motivi umanitari”. Al legale rappresentante dell’azienda è stato contestato il reato di “sfruttamento del lavoro”, nei confronti del nigerino, perché approfittando del suo stato di bisogno, per il periodo compreso tra il mese di aprile sino ai primi giorni del mese di agosto 2019 è stata accertata la reiterata  corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali. Comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato. Nonché la reiterata violazione della  normativa  relativa  all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria alle ferie. Il bracciante nigerino ha effettuato per conto dell’azienda attività di guardania agli ortaggi, dormendo all’interno di una fatiscente casa rurale senza infissi e priva di ogni servizio. Nell’ambito dei controlli sono state accertate ulteriori violazioni di natura penale, contemplate dal Testo Unico Ambientale, poiché l’indagato ha illecitamente smaltito rifiuti speciali, originati dalla suddetta attività agricola, oltre ad aver realizzato un deposito incontrollato sul terreno, privo di copertura, nel quale ha riversato materiale edile, nonché rifiuti prodotti dall’attività irrigua, quale pezzi di tubazioni idriche, ferro e vetro ed altri rifiuti derivanti dall’attività agricola. L’intera area adibita a stoccaggio di rifiuti, è stata sottoposta a sequestro.
In merito alla normativa contrattuale  relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro, sono state riscontrate ulteriori inadempienze in fase di approfondimento da parte del N.I.L. Carabinieri di Brindisi.
Lo sfruttamento del lavoro in genere, e nelle aree rurali pugliesi, in particolare, è un esecrabile fenomeno, che si caratterizza – spiegano dal Comando provinciale dell’Arma, per le patologiche manifestazioni delle relazioni di lavoro, agevolato dalla condizione di disagio e di vulnerabilità di uno degli attori del rapporto, solitamente, ma non esclusivamente migrante, ovvero proveniente da altri paesi dell’est Europa ed extraeuropei. Il fenomeno ha coinvolto e colpisce anche cittadini italiani appartenenti a particolari fasce sociali che vivono in condizioni di indigenza. L’emersione di queste forme di grave sfruttamento è piuttosto ardua per la vulnerabilità e il timore delle vittime ed anche per la difficoltà di monitorare e di investigare il fenomeno. La nuova norma penale introdotta nel 1996 riguardante il fenomeno è stata calibrata non solo sul caporalato ma colpisce anche il datore di lavoro che utilizza, assume o impiega manodopera reclutata anche mediante l’attività di intermediazione, sfruttando i lavoratori e approfittando del loro stato di bisogno. Si tratta di una legge alquanto articolata ed innovativa poiché ricomprende tutte le condizioni ritenute indice di sfruttamento dei lavoratori (ad es. la retribuzione palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali di categoria, comunque sproporzionata rispetto alla quantità e qualità di lavoro prestato; la violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, al riposo, all’aspettativa, alle ferie; le violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro). È prevista altresì la confisca obbligatoria dei beni, denaro o altre utilità degli autori del reato e l’obbligo di arresto in flagranza.