sabato 8 giugno 2019

Identificati e denunciati 34 falsi braccianti

    Brindisi. Denunciati dai carabinieri 34 falsi braccianti agricoli, per indebita percezione di prestazioni previdenziali e assistenziali. Recuperate indennità per quasi 200mila euro.
Le denunce per truffa allo Stato fanno seguito ad una indagine durata 8 mesi effettuata dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, in collaborazione con il personale ispettivo dell’I.N.P.S., e coordinata dalla Procura delle Repubblica di Brindisi con l’obiettivo di contrastare il “lavoro nero” nel settore agricolo.
Le indagini si sono sviluppate su tutti e 20 i Comuni della provincia, nell’ambito delle giurisdizioni delle 23 Stazioni Carabinieri e delle quattro Compagnie carabinieri: Brindisi, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Fasano. Fondamentale l’osmosi info-operativa fra il Reparto Speciale dell’Arma e i Carabinieri della Territoriale. Nell’ambito delle attività è stato deferito in stato di libertà anche un 33enne di Brindisi, titolare e legale rappresentante di un’azienda operante nel settore agricolo, concorrente nel reato di truffa ai danni dello Stato con i 34 falsi braccianti. Il falso imprenditore agricolo in questione, con artifizi e raggiri, attraverso la produzione all’I.N.P.S., nella denuncia aziendale, di falsi contratti di affitto di terreni agricoli redatti all’insaputa dei legittimi proprietari, ha determinato un aumento esponenziale della superficie aziendale coltivata, che ha avuto come conseguenza l’aumento delle giornate agricole per la conduzione dei terreni e della forza bracciantile. Com'è noto ad ogni appezzamento di terreno corrisponde per legge una quantità di giornate lavorative, calcolate a seconda della coltura praticata per la quale è ammesso il contributo. Questo meccanismo avrebbe consentito agli indagati di conseguire indebitamente (senza aver mai prestato alcuna giornata lavorativa) il diritto a prestazioni previdenziali e assistenziali altrimenti non dovute, ma erogate dall’INPS. Ai falsi braccianti è stato altresì attivata la costruzione artificiosa di una posizione assicurativa, finalizzata a garantire loro una futura pensione. 
  Nel corso dell'indagine i proprietari dei terreni (quelli veri) sono stati identificati e sentiti a verbale. Hanno così dichiarato di non aver mai affidato la conduzione dei loro terreni al 33enne. Pertanto in relazione agli anni 2017 e 2018, sono stati recuperati contributi previdenziali e assistenziali, indennità di disoccupazione agricola, maternità e malattia per un importo complessivo pari a circa 200mila euro. Tra l’altro, gli accertamenti, svolti in stretta simbiosi e osmosi info-operativa fra il Reparto Speciale dell’Arma e i Carabinieri delle Stazioni Territoriali, hanno anche evidenziato che, dei 34 falsi braccianti agricoli denunciati, 19 sono donne (ovvero ben il 55 e 8 per cento, alle quali sarebbe spettata anche l'indennità di maternità) e 22 dei 34 (quindi il 64 e 7 per cento) annoverano pregiudizi di polizia.