mercoledì 6 febbraio 2019

Disabilità, grido d'allarme del Terzo settore per il nuovo regolamento regionale

    Grido di allarme delle organizzazioni ed associazioni del Terzo settore, che manifestano timore  e preoccupazione nei confronti del nuovo regolamento regionale sull’ “Assistenza residenziale e semiresidenziale per soggetti disabili– Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) per disabili – Centro diurno socioeducativo e riabilitativo per disabili”, oltre che per le prime indicazioni operative emanate dalla Regione.
L’impianto del nuovo regolamento regionale secondo le organizzazioni di categoria ed associazioni del Terzo settore, rappresenta un inaccettabile ritorno  a trattamenti socio-sanitari di tipo puramente assistenziale e contenitivo, vanificando di fatto  quelle esperienze positive di promozione delle persone con disabilità, specie prive di sostegno familiare,  che le comunità ex art. 57 R.R. n. 4/2007 hanno alimentato e maturato in tutti questi anni.
“Nel nuovo Regolamento non si rinviene una presa in carico di tipo multidimensionale per le persone con disabilità essendo stata prevista solo la modalità di inserimento nelle strutture residenziali o semiresidenziali, quasi che la loro vita possa essere ridimensionata alla sola offerta di un servizio a più o meno alta intensità di intervento. La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia sin dal 2009, impone invece di guardare alle persone non come soggetti passivi di un servizio, ma titolari di un diritto ad una vita piena e di qualità, seppur adeguata supportata”- sottolinea il  presidente di Anffas Puglia,  (Associazione Nazionale delle Famiglie delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale), Angelo Riccardi. Che aggiunge come chi ha disegnato l’impianto del nuovo “Regolamento” abbia, al contrario, "predisposto dei contenitori entro cui adattare le persone con disabilità e non abbia invece focalizzato sulla costruzione degli interventi attorno alle necessità, ai desideri, alle aspettative delle persone con disabilità, partendo dalla centralità di ciascuna persona".
 “Col nuovo Regolamento non è chiaro, se le attuali comunità socio-riabilitative ex art. 57R.R. n. 4/2007 dovranno necessariamente strutturarsi come RSA, con un taglio più sanitario, oppure avere la facoltà di scegliere se continuare a prendersi cura delle persone con disabilità secondo gli attuali modelli di promozione della persona” – spiega Vito Intino (Portavoce del Forum Regionale del Terzo Settore della Puglia).
“Il nuovo regolamento presenta alcune zone d’ombra e nessuna garanzia, ad oggi, è stata data dagli uffici regionali in merito alla conservazione della tipologia di tali strutture, nel ventaglio dell’offerta socio-riabilitativa delle persone con disabilità”- denuncia Daniele Ferrocino, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Puglia-.
Il Terzo settore definisce "drammatica" la situazione dal punto di vista delle persone con disabilità, dei loro familiari e delle loro associazioni di tutela e rappresentanza.
“Nessun pronunciamento, in questi mesi, è stato dato rispetto al diritto alla continuità assistenziale delle persone con disabilità presenti proprio nelle strutture ex art. 57 R.R. n. 4/2007”- rimarca il Presidente di Anffas Puglia, Riccardi -. Né alcuna indicazione è stata fornita rispetto al mantenimento dei posti d i quei lavoratori, che con professionalità ed esperienza operano in tali comunità.
Per questo è stato richiesto un incontro urgente ai referenti politici e tecnici della Regione Puglia dai quali ci attendiamo risposte formali ed inequivocabili in favore di persone con disabilità grave, in particolare se prive di riferimento familiare.