venerdì 10 agosto 2018

Un caso di "Sfida della Balena blu" intercettato dai carabinieri

Brindisi. Una donna segnala alla centrale operativa dei carabinieri la presenza in strada, a Latiano, di una giovane con ferite alle braccia. Ed ecco emergere a sorpresa un caso di “Sfida della Balena Blu” (Blue Whale Challenge), a seguito del quale una persona è stata poi denunciata per favoreggiamento personale nei confronti di soggetti da identificare responsabili di “istigazione al suicidio”.
. Si tratta di un 24enne del luogo, che da tempo conosce la ragazza e che l’ha ospitata. Ascoltato dai carabinieri il giovane avrebbe sottaciuto alcuni importanti particolari sulla vicenda. Peraltro è stato l’ultima persona a stare in camera con la ragazza e non ha rivelato, che la giovane si era autoinflitta i tagli sulle braccia.
 La ragazza con le ferite alle braccia è una poco più che ventenne, originaria della provincia di Gorizia. Ed è stata trovata dai carabinieri per strada, seduta sul marciapiede in stato confusionale. Soccorsa e trasportata con un’ambulanza in ospedale è poi stata dimessa con la diagnosi di “postumi da lesioni autoinflitte”.
 I Carabinieri hanno così ricostruito gli ultimi giorni della giovane trascorsi in provincia di Brindisi, ed hanno accertato come da qualche tempo attraverso i social ha conosciuto una persona più grande di lei, che l’aveva invitata, ospitandola in un B&B del posto. 
  Dopo qualche giorno di permanenza a Latiano la ragazza aveva poi programmato di tornare in Friuli, ma è stata presa dallo sconforto in quanto, ha spiegato, ha perso il treno. Si è così praticata dei tagli sull’avanbraccio sinistro. In particolare la ragazza ha raccontato ai militari, che da qualche giorno sta partecipando al “social media game” “blue whale challenge”, che prevede delle regole da rispettare  e che ogni gesto, che compie lo pubblica su Facebook, su una chat dedicata. Con il suo gesto autolesionista la ragazza ha attuato una di quelle regole, la numero 3, che prevede dei tagli sul braccio, anche se poi non è riuscita a pubblicare le foto su Facebook, ma che ha inviato a mezzo WhatsApp ad sua amica definita “compagna di vita”. 
Attualmente la ragazza è ripartita, ha raggiunto i genitori in Friuli Venezia Giulia, con i quali sta ricostruendo un rapporto fiduciario.
  La “sfida della balena blu”, avvertono i carabinieri, è un “gioco” venuto alla ribalta nel 2016 ed è balzato alle cronache per “l’allarme sociale”, che suscita. E’ facile rimanerne invischiati. E’, infatti, una sorta di tela ordita nei confronti del malcapitato, o della malcapitata, per lo più giovani, che sono chiamati ad ottemperare ad una serie di prove di natura autolesionistica, fino al suicidio.
 Importante, pertanto, è il consiglio dei militari, accorgersi delle evidenze, come la presenza di alcuni segni esteriori, che sono sintomatici da cui eventualmente comprendere, che vi è qualcosa che non va nel proprio figlio/a. 
 La “sfida della balena blu” è evocativo delle balene spiaggiate, che senza motivo vanno così incontro alla morte.