lunedì 4 giugno 2018

Operazione "Bogotà" della Guardia di Finanza: tra gli arrestati un cellinese residente a Torchiarolo ed un mesagnese


Sgominata dalla Guardia di Finanza un’organizzazione criminale italo-albanese dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Dieci le persone arrestate in flagranza di reato ed oltre 700 chilogrammi di sostanza stupefacente sequestrata. Questa mattina è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce, dott Michele Toriello, su richiesta del Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, (ora nominato Procuratore aggiunto presso la Procura di Bari),  dott. Alessio Coccioli, nei confronti di due soggetti di nazionalità albanese L.E.  classe 38 anni, e M.M. 29, e della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di due soggetti di nazionalità italiana A.D.M., 49 anni, originario di Cellino San Marco, ma residente in Torchiarolo, ed E.V.F. 35, originario di Mesagne e residente ad Erchie, accusati di traffico di stupefacenti. Ad eseguire i provvedimenti restrittivi i finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di Lecce e Brindisi, al termine di complesse indagini delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce al Goa (Gruppo operativo antidroga) della Guardia di Finanza di Lecce, ed alla Sezione Mobile del Nucleo di Brindisi.


 L’inchiesta, convenzionalmente denominata “Bogotà”, ha accertato il coinvolgimento in traffici illeciti complessivamente di 51 soggetti di nazionalità italiana ed albanese, tutti deferiti alla Procura della Repubblica di Lecce per detenzione e traffico di stupefacenti, di cui 10 tratti in arresto in flagranza di reato nel corso di varie operazioni di servizio svolte nel corso delle indagini in varie località italiane (Bolzano - Livorno - Lecce e Brindisi), ed il contestuale sequestro di rilevanti  quantitativi di stupefacente (600 Kg di Marijuana, 21 Kg di Hashish, 2 Kg di Cocaina e 32 Kg di Eroina) oltre ai  numerosi mezzi utilizzati per il trasporto dello stupefacente, quali imbarcazioni, furgoni ed autovetture modificate con sofisticati doppifondi. 
 Gli indagati, strutturati in vari gruppi criminali erano radicati nelle province di Lecce e Brindisi con “proiezioni operative” in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Basilicata e persino in Belgio, dove usavano approvvigionarsi di ingenti quantitativi di cocaina, da distribuire poi sulle piazze locali. 
 E’emerso, inoltre, come, in alcuni casi gli appartenenti all’associazione usassero fornire “supporto logistico” anche ad altri gruppi criminali stanziati in Albania, individuando gli immobili dove custodire lo stupefacente una volta giunto nel Salento via mare. E persino dove alloggiare gli scafisti e gli altri sodali preposti alle operazioni di sbarco, fornendo, se necessario, anche la disponibilità di mezzi ed autisti per il trasporto dello stupefacente verso varie destinazioni su tutto il territorio nazionale.