lunedì 14 maggio 2018

Rizzo: "Non mi piace guardare dall'altra parte. Ho sempre matenuto la barra dritta nell'interesse della collettività"

Municipio San Pietro
  Ha sciolto al riserva appena in tempo per formare una lista e proporre nuovamente la sua candidatura a sindaco. L’avv. Pasquale Rizzo, da un paio di decenni dinamico politico, e già primo cittadino dal 2010 al 2015, ha così scelto di tornare in prima persona nell’arena della competizione elettorale a San Pietro Vernotico. E’ uno dei 10 tra amministratori, dirigenti comunali e tecnici esterni ad essere indagato per il fallimento di Fiscalità locale.
  “Ho riflettuto a lungo- dice-. Ho fiducia nella magistratura e sono certo di aver operato nell’interesse dei cittadini contribuenti. Rifarei quello che ho fatto, senza timore alcuno. Indagato non significa colpevole”.
Avvocato, nel 2015 ha perso le elezioni. Secondo lei perchè?.
E’ bastato al mio avversario distribuire durante la campagna elettorale pacche sulle spalle, stringere la mano a tutti ed offrire fiumi di caffè al bar, per far passare un messaggio farlocco. Quello secondo cui nei miei 5 anni di amministrazione comunale non avrei fatto nulla. Si è rivelato essere l’uomo “giusto” perché in solitudine decretasse la morte dell’ospedale Melli nell'interesse di qulcuno.
  Ed invece?
avv.Pasquale Rizzo
Se sommiamo per importi, o progetti realizzati, quello che è stato fatto nei 30 anni precedenti alla mia amministrazione comunale ci accorgiamo, che non è neppure la metà di ciò che sono riuscito a realizzare, o comunque portare ad avanzata progettazione, nei miei 5 anni di amministrazione comunale.
 Vado a memoria. La ristrutturazione dell’ex Cataldo Fiore, destinata a diventare centro di assistenza per malati di Alzheimer, l’Erga Omnes, un centro per i senza tetto e intercultura, la ristrutturazione dell’ex Onmi, destinato ad ospitare un Dopo di Noi (per malati psichici gravi) h24, l’inclusione della biblioteca comunale in un circuito attivo a livello europeo, l’efficientamento energetico della sede municipale, aver tolto il cimitero comunale ed il suo progetto di ampliamento agli affaristi, risolto con l’Autorità di bacino il problema, che derivava dalla limitata portata del canale “Infocaciucci”, la pavimentazione del centro storico, la pubblica illuminazione a led, l’esecuzione del progetto in Piazza Nuova Europa – zona 167, la ristrutturazione di Piazza Persano, il potenziamento della raccolta differenziata, il centro comunale raccolta rifiuti, un bando rifiuti invidiato in tutta la Provincia, il progetto recapiti finali in Via Zara, la videosorveglianza su tutto il territorio comunale, la ristrutturazione delle due scuole più importanti per numero di alunni accolti (De Simone e Don Minzoni),  250 borse lavoro. E poi tanto altro ancora in un contesto nel quale il Governo Monti aveva inviato al nostro comune minori trasferimenti per oltre 4 milioni di euro. Meno risorse e più servizi.
E nonostante questa mole di lavoro gli elettori hanno poi deciso diversamente.
Purtroppo sono state altre le logiche che hanno guidato una parte degli elettori. La lotta contro alcuni poteri forti a difesa degli interessi dei cittadini è stata determinante a mio svantaggio. Forse i cittadini pensavano che i risultati ottenuti fossero alla portata di tutti e non frutto di competenza ed oculatezza tecnico/gestionale, salvo poi a subirne le pesanti conseguenze di chi improvvisa, o peggio non sa neppure leggere le carte.
  Non sa leggere le carte? 
Già. Un esempio? Nel 2014 avevo attivato un mutuo per poco meno di un milione di euro destinato al rifacimento del manto stradale nel nostro paese. Mutuo che i cittadini stanno pagando, mentre chi è venuto dopo di me non se n’è accorto, nonostante il dissesto della nostra viabilità è pesantemente sotto gli occhi di tutti.
 I parroci hanno invitato i candidati sindaci ed al consiglio comunale ad un costruttivo dialogo e di autentica carità politica.
  E’ un appello che sento profondamente di poter condividere. Assistere inerme ad una deliberata azione di tacitazione delle coscienze, e conseguente smantellamento dell’identità collettiva, non è, però, da me.
  Gli avversari politici mi accusano di aver scelto la denuncia. La preferisco come ultima ratio al silenzio, che sa molto di omertà, quando davanti a deliberate scelte che vanno oltre il confine del legittimo si preferisce guardare dall’altra parte. C,è chi, pur avendo ruoli di partito rilevanti e la responsabilità di aver condiviso scelte scellerate, non ha lottato e non si è esposto per tutelare gli interessi dei cittadini. Ha, invece, sciato che si consumassero atti forieri di danno per tutta la collettività. 
 Vorrei solo ricordare la scelta, che ho fatto nel mantenere la barra dritta per il caso della gestione dei rifiuti in ambito Aro: siamo stati in pochi a farlo mentre altri facevano finta di non capire. Di certo siamo l’unico Comune in Provincia di Brindisi a non aver pagato un centesimo in più rispetto al dovuto. Quando il sistema è stato smantellato, tutti poi sono saliti sul carro dei vincitori, nonostante la sottoscrizione di un nuovo contratto con la ditta.