martedì 24 aprile 2018

Rollo e De Luca: "La candidatura a sindaco di Mariano senza un confronto democratico interno al Pd"

Municipio San Pietro Vernotico
  Ieri l’ufficializzazione da parte del Pd della candidatura a sindaco di San Pietro Vernotico di Salvatore Mariano. Oggi la reazione di due dei tre sub commissari, Giampiero Rollo e Pierluigi De Luca (il terzo è Ermanno Manca), che assieme al segretario regionale Marco Lacarra, gestiscono il circolo cittadino del Pd in assenza degli organismi dirigenziali eletti dalla base.
  Con una nota inviata al segretario regionale Lacarra, alla vice segretaria, onorevole Elisa Mariano, ed alla segretaria provinciale, Rosetta Fusco, Rollo e De Luca si dicono “esterrefatti”. E, pertanto, contestano apertamente il percorso seguito dalla segreteria provinciale nell’individuazione del candidato sindaco. 
I due sub commissari sostengono che “sarebbe stata necessaria una campagna d’ascolto, di confronto e di discussione tra gli iscritti e i simpatizzanti (la cd base) per individuare il percorso più appropriato per offrire una proposta politica idonea ad affrontare le criticità in cui versa la nostra San Pietro”
Pierluigi De Luca
Rosetta Fusco
“Invece- aggiungono- l’assenza totale di un confronto democratico e partecipato è scaturito dalla decisione di un gruppo, seppur titolato, ma esiguo del PD sampietrano, che ha fortemente voluto, che le decisioni su San Pietro fossero delegate alla segreteria provinciale, creando così un’ulteriore frattura tra Partito e cittadini. E questo mentre il PD ha bisogno di riconquistare i territori ed il rapporto con i cittadini, anche a seguito della sonora sconfitta elettorale delle recenti consultazioni politiche”.
Giampiero Rollo
“La stessa segreteria provinciale – prosegue il comunicato a firma di Rollo e De Luca- dopo aver accolto la richiesta di assemblea, più volte sollecitata, presso il circolo del PD di San Pietro Vernotico, l’ha ritrattata il giorno dopo, senza alcuna ragionevole motivazione”.
 Insomma assenza di un confronto democratico all’interno del partito, ma non solo. “L’obiettivo di questo gruppo di dirigenti – denunciano, infatti, Rollo e De Luca- era proprio quello di tenere lontana la base per consacrare decisioni già predeterminate, difficilmente sostenibili e condivisibili, senza proporre un percorso alternativo, che consentisse di trovare una sintesi su una figura condivisa da tutti quale valore aggiunto e motivo di coesione”. 
Per i firmatari del documento l’appello al senso di responsabilità di chi si riconosce nel PD rivolto proprio a chi nel suo passato, non troppo remoto, si è adoperato a che si aprisse una seria discussione sulla situazione politica e amministrativa, è fuori luogo.
Pur riconoscendosi nei valori del PD, Rollo e De Luca, denunciano, insomma "un'assenza di democrazia". La qualcosa, secondo loro, "penalizza il territorio nella scelta, adottata senza il necessario confronto e in spregio dei valori fondamentali del Partito. "Che affida, invece-scrivono i due sub commissari-alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali attinenti all’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali”.