domenica 8 aprile 2018

La "Festa della bandiera", ovvero quell'indifferenza in grado di soffocare un'identità cittadina


Per il secondo anno consecutivo San Pietro Vernotico è costretta a rinunciare ad una delle sue più antiche e sentite tradizioni popolari, la “Festa della Bandiera”, rievocazione della vittoria sulle orde turche. Da secoli celebrato la domenica di Pasqua,  il rito della “Festa della bandiera” avrebbe dovuto tenersi questo pomeriggio, 8 aprile, ovvero la domenica successiva alla “Resurrezione”, così come stabilito poco più di una dozzina di anni fa per volere dell’allora sindaco Giuseppe Romano. 

Invece nulla. L’anno scorso la “Festa della bandiera” non si è tenuta per l’aria pesante che si respirava negli ambienti politici locali e per le casse comunali in profondo rosso. Quest’anno, a quanto è dato di sapere, perchè spinti dall’indifferenza di quei soggetti istituzionali, che per statuto, o impegno sociale e politico, avrebbero dovuto svolgere un ruolo propositivo. E che, invece, hanno scelto di fare  finta di nulla.
 Così ora i turchi ringraziano e San Pietro Vernotico perde anche l’ennesima occasione per ritrovarsi attorno alla sua identità perduta. Quella che per tradizione, più che per ragioni storiche vere e proprie, vuole, che la città sul finire del ‘400 fosse stata vittoriosa sull’avanzare delle orde turche, appena sbarcate sul litorale. Tanto da abbandonare sul campo di battaglia il loro vessillo, che i sampietrani posero poi ai piedi della statua del loro Patrono, San Pietro, per devozione e ringraziamento per lo scampato pericolo.

 Da tempo immemorabile a San Pietro Vernotico la “Festa della bandiera”, (una sorta di asta, il cui ricavato viene impegnato per organizzare la festa del Patrono, a fine giugno), si teneva con regolarità, la domenica di Pasqua. Spostata alla domenica successiva si è poi stati costretti talvolta a rinviarla per concomitanti ricorrenze, come ad esempio elezioni amministrative. Da un paio di anni nessuno se ne occupa più, mentre il vessillo, simbolo della vittoria dei sampietrani sui turchi, resta in custodia ed è esibito da chi nel 2016 si aggiudicò il privilegio di custodirlo per un anno, ovvero sino alla nuova asta.