giovedì 19 aprile 2018

Furti in agricoltura: l'appello del Comando Provinciale Carabinieri

I riflettori degli organi istituzionali, e delle associazioni di categoria, sono puntati  sulle manifestazioni criminali, che colpiscono il mondo agricolo: fenomeni sia di portata macro criminale, che di criminalità comune. Al pa
ri delle attività di monitoraggio sulle attività economiche in altri settori, anche per l’agricoltura è stato creato l’Osservatorio  sulla criminalità, elemento che sta a significare la grande attenzione riservata dalle istituzioni al comparto agricolo. Il fenomeno della microcriminalità nelle aree rurali in generale, e pugliesi in particolare, merita grande attenzione.  
 Al pari dei reati predatori di microcriminalità quali i furti di prodotti agricoli, ovvero olive, mandorle, uva da tavola, legna, vi sono altre dinamiche criminali di maggiore spessore, che attengono al mondo rurale: furto di mezzi agricoli con finalità estorsive (“cavallo di ritorno”), o immissione nel mercato nero dei mezzi agricoli, che per loro natura ed impiego solitamente sfuggono al controllo istituzionale delle pattuglie. Si tratta di un'attività, il furto di mezzi agricoli, che presuppone un’organizzazione più complessa di natura macrocriminale, dotata cioè di articolazione e autocarri  capaci di trasportare i mezzi rubati in località sicure. 
 E’ ancora l’ambito macro criminale, che opera danneggiamenti e tagli in larga scala: su ceppi di viti di qualità pregiate, ovvero alberi secolari di ulivo, che vengono recisi per imporre attività di guardiania, o un determinato contoterzista per espletare i lavori agricoli. Oppure  per obbligare il coltivatore a conferire il prodotto ad una certa azienda  ad un prezzo ovviamente imposto. Dinamiche criminali  vecchie e nuove, che si susseguono ciclicamente. Da qui l’appello del Comando provinciale dei carabinieri a vincere la paura e denunciare. E ad attivarsi in un’opera di sensibilizzazione costante rivolta agli agricoltori. Primo per poter avere l’esatta cognizione dei fenomeni, delle produzioni maggiormente “appetibili” nonchè la localizzazione delle aree di produzione. Secondo per orientare l’attività preventiva e repressiva dei reparti, avendo chiara la mappatura dei fenomeni. Denunciare, anche in forma anonima, quando si ha cognizione diretta di un reato. Anche quando la percezione è occasionale, ovvero quando si notano  individui in orari “particolari” fare razzia di prodotti agricoli. 
 Tali reati non sono a consumazione istantanea, necessitano di un certo lasso temporale. Pertanto si ha un margine sufficiente per effettuare una segnalazione ed i carabinieri il tempo per un  efficace intervento.
  Incoraggiante il bilancio del primo trimestre di quest’anno nell’attività di contrasto ai reati perpetrati sulle aree rurali effettuata dai carabinieri. Otto le persone arrestate, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso erano state 5 e 6 nel 2016. Tredici sono state invece le persone denunciate in stato di libertà, mentre nel trimestre del 2017 erano state 12 così come pure nel 2016.