sabato 31 marzo 2018

Ulteriori indagini diagnostiche per il 12enne travolto in piazza dal cartellone elettorale

I medici del Perrino non vogliono lasciare nulla al caso sul piano delle indagini diagnostiche sul 12enne, che oggi è stato travolto da un cartellone per la campagna elettorale posizionato, a quanto pare, in maniera del tutto precaria, sulla centralissima piazza del Popolo, a San Pietro Vernotico. E così hanno deciso di sottoporre il ragazzo ad ulteriori altri esami con la Tac i cui esiti si sapranno nelle prossime ore.
 Intanto si apprende, che non è la prima volta, che quel tabellone viene buttato giù dal vento. E’ accaduto più volte. E più volte era stato rialzato, senza, però, provvedere ad ancorarlo in maniera sicura. Lo si apprende da alcuni ambienti interni alla Polizia municipale, che riferiscono di pregresse e ripetute “segnalazioni” in merito.
 Indiscrezioni alquanto attendibili, sebbene da parte della Polizia municipale non sarebbe stata diramata alcuna nota stampa. E tanto meno è stato fatto da parte della struttura amministrativa comunale.
  Nei giorni festivi il Comune è, com’è ovvio, chiuso. Quello, che non è ovvio è che la struttura comunale non trovi il tempo ed il modo di informare su un incidente così assurdo, da sembrare impossibile, viste le tante limitazioni e controlli a cui occorre attenersi, anche per i più semplici ed insignificanti interventi su aree pubbliche.
 Tuttavia si apprende, ma sempre sulla base di indiscrezioni, che subito dopo l’incidente altri tabelloni “ballerini” su piazza del Popolo siano stati oggi ancorati (si fa per dire) con del filo di ferro attorcigliato ad un lampione. Della serie così è se vi pare, insomma a San Pietro Vernotico. 
  I tabelloni, alcuni provvisti di pesi di ancoraggio alla base, altri invece del tutto sprovvisti, (che neppure a dirlo sono poi quelli venuti giù), erano stati collocati il mese scorso per le elezioni politiche. E sono stati lasciati sul posto in previsione della competizione per le prossime amministrative.



Bullismo per le vie di Brindisi: due denunce per tentata rapina

Aggrediti a calci e pugni e poi minacciati con un coltello con tanto di richiesta di consegnare il danaro: brutta disavventura per D.S., 16 anni, ed un suo amico, in piazza Raffaello, a Brindisi. I due ragazzi, giunti sul posto a bordo di uno scooter, sono riusciti fortunosamente a sganciarsi dai bulli, guadagnando l’ingresso del “Brin Park”, dove sono poi stati raggiunti da due equipaggi delle Volanti guidati dal Vice Questore, dott. Vincenzo Martuzzella. 
 Raccolte le informazioni necessarie i poliziotti si sono posti subito alla ricerca dei due aggressori, che sono stati così rintracciati proprio nei pressi del “Brin Park”. Sconcertante l’atteggiamento dei due ragazzi, che infatti, sembravano del tutto ancora determinati a completare l’aggressione.
 I due aggrassori sono stati accompagnati negli Uffici della Sezione Volanti dove, di concerto con il Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Lecce, sono poi stati denunciati in stato di libertà per tentata rapina.    
 Il bullismo, la reiterata prepotenza da parte di qualcuno più forte ai danni del più debole, a quanto pare non si concretizza solo nelle aule scolastiche, ma anche per le strade cittadine.

Il generale Tomasone in visita al Comando provinciale carabinieri di Brindisi

Il generale di Corpo d'Armata, Vittorio Tomasone, comandante Interregionale Carabinieri "Ogaden" di Napoli, ha visitato il Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi. L'alto ufficiale, accompagnato dal comandante della Legione Carabinieri Puglia, generale di Brigata, Giovanni Cataldo, dopo essere stato accolto dal comandante provinciale, colonnello Giuseppe De Magistris, ha incontrato tutti gli Ufficiali della sede, i comandanti delle Compagnie territoriali, dei Nuclei operativi, del Gruppo Carabinieri Forestale, delle Stazioni e dei reparti speciali, nonché tutto il personale della sede, al quale ha rivolto espressioni di ringraziamento e apprezzamento per l'attività svolta quotidianamente nel territorio.
 Nella circostanza il comandante interregionale ha esortato tutti i carabinieri a continuare ad impegnarsi sempre al meglio delle proprie possibilità per garantire ai cittadini sicurezza e civile convivenza, invitandoli a farsi sempre più carico  delle loro  esigenze. Nel corso della visita, il Generale Tomasone ha voluto anche salutare una delegazione dell'Associazione Nazionale Carabinieri e gli organi della rappresentanza militare. Nel corso della mattinata, inoltre, l’alto ufficiale  ha  incontrato il Procuratore Capo della Repubblica di Brindisi, dottor Antonio De Donno e il Presidente del Tribunale,  Dottor Alfonso Orazio Maria Pappalardo.

San Pancrazio Salentino, spedizione punitiva per una donna contesa

Selvaggiamente picchiato a colpi di bastone per una ragazza contesa. E’ accaduto a San Pancrazio Salentino dove i carabinieri hanno denunciato C-F. e V. M., entrambi 21enni del posto, per lesioni personali aggravate in concorso. Il movente è stato circoscritto a motivi passionali:  una ragazza del luogo contesa tra la vittima e uno degli aggressori.
 A lanciare l’allarme e chiedere l’intervento dell’Arma dei carabinieri è stata una ignara e terrorizzata automobilista di passaggio dalla parti della stazione ferroviaria alla quale un giovane le chiedeva disperatamente aiuto, mentre due persone continuavano a colpirlo co n un bastone appuntito. 
 Il 112 ha dirottato sul posto due pattuglie dell’Arma in servizio nella zona, una della locale caserma ed un’altra giunta dalla vicina San Donaci. Al loro arrivo nessuna traccia degli aggressori, ma solo la presenza del ferito, S.F. 24 anni, e della donna che aveva chiesto l’intervento. Il giovane selvaggiamente colpito è stato soccorso da un’aliquota del 118 e condotto al Pronto soccorso del Perrino a Brindisi, dove i medici gli hanno diagnosticato un trauma cranico minore ed un trauma contusivo all’emicostato destro. Nel frattempo i militari dell’Arma hanno rintracciato ed identificato i due aggressori, che all’arrivo dei carabinieri sul luogo dell’aggressione,
si erano allontanati per le vie del paese.

San Pietro, ragazzo travolto da un tabellone per la propaganda elettorale, buttato a terra da una folata di vento

 Vola il tabellone per la propaganda elettorale e travolge un ragazzo di 12 anni, che in quel momento si trova a passare. Teatro dell’incredibile (ma non tropo) incidente la centralissima piazza del Popolo, a San Pietro Vernotico, poco prima di mezzogiorno. Ad essere stato travolto dalla caduta del tabellone in lamiera è stato Giovanni (nome di fantasia) un bravo ragazzo, che soccorso dal 118 è stato affidato alle cure del medici del Perrino di Brindisi. Il ragazzo ha riportato ferite al volto, la rottura dell’arco dentale ed è in queste ore sottoposto ad indagini diagnostiche mediante tomografia assiale computerizzata, nella speranza e l'augurio, che non abbia riportato conseguenze ben più gravi.
  A provocare l’incidente sarebbe stata una folata di vento, che ha letteralmente capovolto il tabellone, posizionato a terra senza alcun contrappeso. I tabelloni sono stati collocati pochi giorni prima delle elezioni politiche. E sono stati lasciati al loro posto in previsione del fatto, che a San Pietro Vernotico si tornerà quanto prima al voto per le amministrative. 
 Piazza del Popolo si trova così da più di un mese cinturata dai tabelloni per la propaganda dei partiti e candidati, ma non tutte quelle strutture sono state ancorate con gli appositi contrappesi. Quelle che sono volate via, come si nota nella foto, non ne dispongono. E’ stato sufficiente, pertanto, una folata di vento per farle improvvisamente rovinare a terra, travolgendo l’ignaro passante.
  C’è da chiedersi, pertanto, se, e chi, ha effettuato il collaudo. E se le struttuire sono state appositamente monitorate nel tempo.
  Anche perché, come si ricorderà, quelle in carico al Comune di San Pietro, si era scoperto pochi giorni prima del voto per le politiche, che erano scomparse nel nulla. Tanto che la commissaria prefettizia, dott.ssa Maria Antonietta Olivieri, era poi stata costretta ad acquistarne delle nuove. E ad affidarne il montaggio. Che come si è visto, purtroppo, presenterebbe delle lacune di carattere tecnico.

venerdì 30 marzo 2018

Con la "Folgore" comunicazioni tattiche sempre più in sicurezza per lo Stato libanese


 Si è chiuso a Shama, base del Comando del Settore Ovest di UNIFIL a guida Italiana su base Brigata Paracadutisti Folgore, il primo corso di Comunicazioni Tattiche (Tactical Communication Course) a favore del personale della Direzione Generale della Sicurezza di Stato libanese.

Gli istruttori e gli operatori del “Combat Support Battalion” effettivi al 232mo Reggimento trasmissioni hanno programmato e condotto l’attività a beneficio del personale libanese, addestrandolo all'impiego delle più avanzate procedure, necessarie a raggiungere un’efficace comunicazione a livello tattico.
Associando parti teoriche e prove sul campo è stato possibile fornire ai partecipanti importati elementi per instaurare e condurre comunicazioni radio nel rispetto degli standard di sicurezza.
L’attività rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate Libanesi, allo scopo di incrementare la sicurezza nel sud del Libano, così come richiede la Risoluzione 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion garantisce quotidianamente alle forze di manovra il supporto necessario a contrastare la minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati (IED – Improvised Explosive Device), il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN), nonché le comunicazioni.

Fotovoltaico e Sacra Corona Unita: arrestata la moglie del boss

Alle prime ore di questa mattina, venerdì 30 marzo, i  carabinieri della Compagnia di Brindisi hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione per associazione di tipo mafioso emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Lecce a carico di Antonia Caliandro, 61 anni moglie del boss della Sacra Corona Unita Salvatore Buccarella. 
 Antonia Caliandro è stata riconosciuta colpevole dei reati previsti dall’art.416 bis. Inizialmente condannata alla pena di 7 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ha già scontato un periodo di custodia cautelare in carcere di  1 anno, 3 mesi e 28 giorni  dal settembre 2012 al gennaio 2014. La condanna  nei suoi confronti riguarda tutta una serie di attività criminose commesse nel 2010 tra Tuturano, San Pietro Vernotico, Cellino San Marco e altre località della Provincia di Brindisi. Le d’indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi, hanno interessato il periodo che va dalla fine del 2009 al giugno del 2010. Quindici le persone, oltre alla Caliandro, allora  arrestate. Tra i reati contestati  le estorsioni alle aziende, che si occupavano di fotovoltaico, in quegli anni ritenuto un investimento altamente remunerativo su cui si erano catalizzati cospicui investimenti nella provincia di Brindisi. Le richieste della consorteria mafiosa alle aziende, erano sia di denaro, che l’imposizione  degli operai e della vigilanza nelle aree dove erano stati allestiti gli impianti di fotovoltaico. Nell’ambito dell’organizzazione un ruolo  importante sarebbe stato ricoperto da Antonia Caliandro, moglie del boss Salvatore Buccarella.
 La donna
già sottoposta alla sorveglianza speciale  di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, dopo le formalità di rito è stata associata nel carcere di Lecce.


giovedì 29 marzo 2018

Il baliatico sarà erogato, ma solo dopo le festività

dott.ssa Maria Antonietta Olivieri
Ancora una festività, la Pasqua, senza che il Comune di San Pietro Vernotico sia in grado di erogare il baliatico, quel piccolo sostegno economico, che spetta alle madri sole. E questo nonostante alcune delle interessate abbiano agito in via legale nei confronti del Comune, ottenendone decreti ingiuntivi e quant’altro.
 Ormai le proteste davanti al municipio sono la routine da quando l’”innovazione” di non erogare il baliatico è stata “introdotta” un paio di anni fa. Ora però, visto che le redini del municipio sono nelle mani della commissaria prefettizia, vice prefetto e capo di gabinetto, dott.ssa Maria Antonietta Olivieri, qualcosa potrebbe a breve cambiare.
  “Capisco e comprendo le difficoltà di queste madri. Purtroppo, però- spiega la commissaria prefettizia, Olivieri- non siamo riusciti a mettere ordine nella contabilità con riferimento a  questo capitolo di spesa per tempo. Il baliatico sarà erogato, comunque, sia pure subito dopo il periodo delle festività pasquali. La struttura amministrativa sta, infatti, lavorando e non appena avrà contabilizzato nel dettaglio quel contributo sarà erogato alle aventi diritto. Spiace solo di non aver potuto farlo prima delle festività pasquali,”.

Intercettato nel porto di Brindisi un carico di olio e uova fresche provenienti dalla Bulgaria


 Un carico di olio di semi di girasole e uova fresche proveniente dalla Bulgaria e diretto in provincia di Cosenza è stato intercettato e respinto dalla Guardia di Finanza e dal personale dell’Agenzia delle Dogane nel porto di Brindisi. Il conducente dell’automezzo, D.P. 50 anni, cittadino bulgaro, è stato denunciato a piede libero per l’immissione in commercio di prodotti  con nomi e segni distintivi nazionali in grado di indurre in inganno il compratore sull'origine, la provenienza e la qualità del prodotto. 

Il controllo fisico della merce ha consentito di rilevare che il carico, costituito da 18mila confezioni di olio di semi di girasole, per un totale di quasi 23mila litri, pur essendo stato prodotto in Bulgaria, riportava sulle etichette delle bottiglie due bandiere italiane.
Sempre all’interno dell’area doganale nell’ambito dei controlli effettuati per tracciare la filiera alimentare e determinare il luogo di provenienza dei prodotti, i militari della Guardia di Finanza di Brindisi in collaborazione con il personale della locale Agenzia delle Dogane, hanno respinto 21mila e 800 uova fresche, provenienti dalla Bulgaria e destinate ad un’azienda pugliese, in quanto prive della necessaria stampigliatura che ne certifica sia l’origine, o provenienza, che la qualità igienico sanitaria.
Entrambe le operazioni di servizio rientrano nel più ampio contesto delle attività di intensificazione dell’azione di tutela del “made in Italy” e “sicurezza prodotti” svolta dalla Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico finanziaria, a difesa e tutela del mercato nazionale.

mercoledì 28 marzo 2018

Condanna definitiva ed arresto per esponente della Scu

Giardino Cosimo Fai

Condanna definitiva ed arresto per un esponente della Scu, affiliato al clan Buccarella. L’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall' Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Lecce, è stato eseguito dai carabinieri di Tuturano nei confronti di Giardino Cosimo Fai, 58enne del luogo, già sottoposto alla sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno.

Fai deve scontare la pena di 7 anni e 11 mesi di reclusione, per  associazione di tipo mafioso, rapine, estorsioni, furto e danneggiamento. Reati che ha commesso nel 2010. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato, pertanto, condotto nel carcere di Brindisi.

Il Movimento "Andare Oltre" : "Le forze pulite abbiano il coraggio delle scelte utili alla comunità"

Dal Movimento politco "Andare Oltre" riceviamo e pubblichiamo la nota in riferimento alle prossime elezioni amministrative
Una delegazione del nostro movimento composta da Francesca Porcelluzzi, Raffaele Martina e Riccardo Montanile ha incontrato i rappresentanti di tutti i partiti e chiarito alcuni aspetti fondamentali riguardo la nostra idea di politica e di San Pietro.
Noi crediamo fermamente che solo la forza creativa, l’entusiasmo e l’energia pulita dei giovani possa rimettere in piedi un paese che ha il disperato bisogno di un cambio di rotta. Per questo siamo stati ben lieti di incontrare tutte le forze politiche, dal Partito Democratico al Centrodestra, dichiarando apertamente l’auspicio innanzitutto di una presa di coscienza collettiva, soprattutto dopo le ultime disastrose esperienze.
Oltre a questo abbiamo fatto presente alcuni punti fondamentali della nostra visione delle cose: 
dobbiamo eleggere un Sindaco, non stiamo votando per Mister San Pietro Vernotico, (il più bravo, il più bello o il più sorridente) ma dobbiamo dare l’incarico ad un amministratore onesto e capace, una persona che conosca la macchina amministrativa e che sappia degnamente orchestrare l’organico del Comune.
Punto secondo. Questo è il momento del coraggio!  La politica locale non può più tenere la testa sotto la sabbia, mentre il paese sprofonda. Bisogna avere il coraggio di rompere immediatamente con il passato, evitando le candidature “discutibili” degli ultimi anni, perché San Pietro ha bisogno di una Amministrazione che si occupi dei problemi drammatici e urgenti di questo paese e non dei mal di pancia di questo o quel consigliere. Nel nostro piccolo, ad ogni incontro abbiamo posto dei chiarissimi veti riguardo taluni personaggi che secondo noi sono impresentabili.
Punto terzo. Cestinare il Cencelli! 
Ogni candidato sindaco chiarisca prima del voto quale sarà la propria squadra di governo, tenendo conto della esperienza, delle inclinazioni e del mestiere. Siamo un movimento di ultrapolitica e riteniamo assurdo che se a questo mondo si pretendono capacità da chiunque non si capisce per quale motivo gli incarichi di chi amministra la cosa pubblica debbano essere attribuiti tenendo conto esclusivamente dei voti riportati. La prevaricazione della tecnica sull’uomo e la politica non può diventare l’alibi perfetto per quelle armate brancaleone di amministratori assemblate in virtù delle lunghe parentele!
Quarto. Ci auguriamo che “le forze pulite” di San Pietro Vernotico comprendano, che questo è il momento di seppellire l’ascia di guerra, perché nel paese è venuto il momento di abbracciare un progetto unificante piuttosto che dividersi tra guelfi e ghibellini, a vantaggio dei soliti noti che invece (c’è da scommettere) sapranno compattarsi pur di continuare a paralizzare il paese.
 Condividiamo col lettore questi pochi punti di orientamento politico che abbiamo maturato ascoltando la nostra gente ogni giorno. 
Perché “Andare Oltre”, lo ricordiamo, è l’unica realtà militante operativa a San Pietro Vernotico, l’unico spazio sociale aperto sempre a chiunque, senza distinzioni e discriminazioni. A condizione che si creda e si persegua una “Grande Idea” per il Paese. 
Andare Oltre ha dato il suo contributo a tutte le iniziative che hanno richiesto la nostra presenza per affermare i valori dello sviluppo sostenibile e della legalità. 
Chi legge abbia la benevolenza di tener presente che i punti che abbiamo esposto sono il frutto della nostra presenza quotidiana nel tessuto sociale sampietrano. Lo spirito unificante di “Andare Oltre” riprende il valore dello stare insieme, il valore del confronto nelle diversità e della prossimità “fisica” contro la “realtà virtuale”.
Siamo alla vigilia di una data cruciale per il destino di San Pietro Vernotico: è ora di Andare Oltre!

martedì 27 marzo 2018

"Le Iene" ostacolano l'uscita in mare del Magnaghi

A bordo di un gommone “Le Iene” questa mattina , 27 marzo, hanno pericolosamente ostacolato l’uscita in mare dal porto di La Spezia della nave idrografica della Marina Militare Italiana “Ammiraglio Magnaghi”. L’unità lasciava il porto per effettuare un’attività tecnico operativa finalizzata alla verifica dell’ efficienza degli apparati di piattaforma e della strumentazione idrografica, quando è stata avvicinata da un gommone con a bordo una troupe televisiva del programma “Le Iene”. Gommone che ha ostacolato la rotta del Magnaghi intralciandone pericolosamente i movimenti.
“Tale anomalo comportamento nei confronti di una nave della Forza Armata, che svolge compiti istituzionali per la difesa del Paese e la tutela della collettività- si legge in una nota diramata dalla Marina Militare- ha messo a rischio la sicurezza della navigazione e la stessa incolumità degli occupanti del gommone. Pertanto di quanto accaduto sarà data informazione agli organi competenti”

Denunciata dai carabinieri una coppia per procurato allarme

Fa uno scherzo alla convivente e provoca l’intervento dei carabinieri per una inesistente situazione di allarme. I carabinieri di Torchiarolo, a conclusione di indagini, hanno così denunciato in stato di libertà, per procurato allarme, M.I. 34enne e S.F.32enne, conviventi, entrambi residenti a Lecce, di fatto domiciliati a Lendinuso, marina  di Torchiarolo. 
 Gli accertamenti hanno evidenziato che S.F. volendo fare uno scherzo alla convivente M.I., l'ha chiamata per telefono  riferendole di una violenta lite in corso tra sua sorella e l'ex convivente. La donna ha, pertanto, contattato il numero di emergenza 112 richiedendo un immediato intervento dei militari dell’Arma. L’operatore della centrale ha poi più volte tentato di contattare la donna per avere ulteriori particolari in merito alla vicenda, ma inutilmente. E’ stata così inviata un’aliquota dei militari dell’Arma sul posto, che ha constatato come non ci fosse stata alcuna lite e che, invece, si era trattato di uno scherzo che l'uomo aveva fatto alla convivente.

Ne porto di Brindisi sequestrato un carico di prosecco

Sequestrate nel porto di Brindisi dalla Guardia di Finanza 14mila bottiglie di prosecco. Erano su un camion condotto da un cittadino bulgaro proveninente dalla Grecia e diretto in Francia. Il controllo fisico della merce ha permesso ai finanzieri in servizio alla Dogana di rilevare che il carico, costituito per l’esattezza da 13mila e 812 bottiglie da 0,75 litri, di prosecco aveva sulle scatole, la scritta “product of italy”, mentre sulle bottiglie, la dicitura “wine of italy” e “product of italy”. IN realtà erano state prodotte con uve coltivate in Bulgaria, così come ha conferamto l’azienda produttrice ai finanzieri. Carico di prosecco sequestrato nel porto di Brindisi. Da qui il provvedimento di sequestro.

sabato 24 marzo 2018

Inaugurata a Fasano una sezione dell'ANFI intitolata all'appuntatio Michele Brescia

Inaugurata a Fasano la locale Sezione A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia), intitolata all'appuntato Michele Brescia. (nato a Fasano il 7 aprile 1942 e deceduto il 23 agosto 1984, a seguito di un incidente stradale sulla SS16 - in corrispondenza dello svincolo Sud per Polignano a Mare mentre era in servizio di perlustrazione anticontrabbando).

La cerimonia si è tenuta alla presenza del Presidente Nazionale dell'A.N.F.I. - Generale di Corpo d'Armata - in pensione - Umberto Fava, del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi – colonnello Pierpaolo Manno, del presidente dell'istituenda Sezione A.N.F.I. - Colonnello  in pensione - Domenico Mileti, e delle massime Autorità locali.  

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San Donaci, sorpreso alla guida di un'auto sotto l'effetto dell'alcol. A Tuturano un arresto per furto di olive

Sorpreso dai carabinieri alla guida di un’autovettura in  pieno centro abitato, a San Donaci, in stato di ebbrezza un 42enne, originario della provincia di Lecce. Sottoposto ad accertamenti l’uomo aveva un tasso alcolemico pari ad un grammo e 26 per litro. Il veicolo è stato sequestrato. A Tuturano i carabinieri hanno, invece, denunciato per tentato furto di olive un 60enne di Cellino San Marco. L’uomo è stato sorpreso in flagranza di reato mentre in contrada “Angelini” aveva raccolto alcuni quintali di olive senza averne avuto l’autorizzazione dal proprietario dell’uliveto. La refurtiva è stata recuperata e consegnata all'avente diritto, mentre su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, dopo le formalità di rito, il cellinese è stato poi rimesso in libertà.

venerdì 23 marzo 2018

Ventisettemila felpe taroccate sequestrate nel porto di Brindisi dalla Guardia di Finanza

Alcuni modelli di felpe sequestrate
Ventisettemila capi di abbigliamento sequestrati dalla Guardia di Finanza unitamente ai funzionari della locale Agenzia delle Dogane, nell’ambito dei potenziati servizi di vigilanza attivati all’interno dell’area doganale del Varco Costa Morena. Il conducente del mezzo sul quale era stivata la merce contraffatta, un cittadino di nazionalità greca, è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica.

Potrebbero esserci altri soggetti coinvolti nell'inchiesta su "Fiscalità locale"

 Oltre alle sette persone già raggiunte da informazioni di garanzia ce ne sarebbero altre coinvolte nell’inchiesta della Procura di Brindisi in relazione al fallimento di Fiscalità locale, la società mista voluta dal consiglio comunale di San Pietro Vernotico il 23 settembre del 2004 e varata con atto notarile il 10 agosto dell’anno successivo.
 Il procedimento penale, che il magistrato inquirente dott. Luca Miceli, ha attivato è, infatti, “a carico, tra gli altri”, nei confronti di Luigi Conte, 58 anni, in quanto presidente a suo tempo della partecipata, Roberto Chiechi, 82 anni, commercialista, liquidatore, Angelo Blasi, 51, e Giuseppe Gentile, 67, di Monopoli, entrambi ex consulenti, Fabiola Simone, 51 e Maria Concetta Meo, 47, di Grottaglie, dirigenti presso il Comune. E di Pasquale Rizzo, ex sindaco, firmatario della messa in liquidazione di Fiscalità locale con atto notarile del 29 maggio 2015, senza alcun passaggio in consiglio comunale.  
 Due giorni dopo ci fu l’elezione del nuovo consiglio comunale, ed il successivo 15 giugno la giunta comunale appena insediatasi viene formalmente interessata dall’ufficio economico e finanziario della messa in liquidazione di Fiscalità locale.
Problematica, che ha, poi, segnato di fatto la vita politico amministrativa sampietrana nei successivi due anni. Al punto che nel Pd si verifica un’insanabile spaccatura, che portò poi, tra l’altro, di fatto alle dimissioni del primo cittadino Renna ed al commissariamento prefettizio, mentre  Fiscalità locale nel frattempo era già stata dichiarata fallita dal Tribunale di Brindisi con sentenza del 13 aprile 2017. Argomento, questo del fallimento, che, come molti ricordano, infiammò la seduta consiliare a seguito della quale fu decretata  la fine della giunta del sindaco Renna.
Gli avvisi di garanzia firmati nei giorni scorsi dal sostituto procuratore Miceli, sono atti dovuti finalizzati a valutare le condotte tenute dai pubblici amministratori, dai dirigenti comunali, o consulenti della società Fiscalità Locale. Condotte, che si ravvisano come “dolosamente distrattive del patrimonio sociale” e che potrebbero aver provocato “il continuo depauperamento patrimoniale e finanziario, sino al fallimento” della partecipata.
In questa fase le indagini sarebbero, pertanto, incentrate soprattutto alla raccolta di tutto il materiale possibile attinente alla gestione di Fiscalità locale ed al suo fallimento. Da qui le perquisizioni disposte dal pm Miceli negli uffici comunali, e nelle abitazioni private delle persone già raggiunte dagli avvisi di garanzia. Perquisizioni, che sono state affidate ai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Brindisi.

giovedì 22 marzo 2018

Incrocia l'auto rubata alla sua amica ed i carabinieri riescono a recuperarla.Arresti per armi e droga a San Pancrazio e San Donaci

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  Incrocia l'auto della sua amica, a Mesagne, e scopre, che alla guida del veicolo c’era un’altra persona. E soprattutto, che la sua amica aveva subito il furo di quell'auto lo scorso 7 marzo.
 Ritornata in paese, a Cellino San Marco, la donna, infatti, racconta dello strano incontro alla sua amica, che a sua volta segnala l’accaduto ai carabinieri. Scattano così indagini mirate e con l’aiuto dei sistemi di videosorveglianza attivi nei pressi dove si è verificato la donna ha incrociato l'auto i carabinieri riescono ad identificare l’uomo alla guida. Di più. Riescono anche a rintracciare il veicolo parcheggiato nelle adiacenze di un immobile in una contrada rurale del paese ed a restituirlo alla legittima proprietaria. 
 Arrestati in flagranza di reato con l’accusa di illecita detenzione di armi comuni da sparo, a San Pancrazio Salentino, una 66enne ed il figlio 46enne, entrambi del posto. Dopo le formalità di rito su disposzione dell’Autorità fiudiziaria entrambi sono stati rimessi in libertà.
 Il possesso di quelle armi, un Flobert calibro 9 con 70 cartucce, un Breda calibro 12 ed un “Mino Gardone Val Trompia” calibro 16, nonché una pistola lanciarazzi, appartenuti ad un congiunto deceduto nell’anno 2013, non era stato denunciato.  
 L’uomo che insieme alla madre ne era entrato in possesso, ed è stato per questo  arrestato, è implicato in vicende di carattere penali per i reati di maltrattamenti in famiglia, ingiuria e lesioni, commessi  nei confronti della ex convivente. Le armi e il munizionamento  sono state sottoposte a sequestro.
Thomas Miccoli
I carabinieri di San Donaci hanno, invece, arrestato Thomas Miccoli, 21enne del luogo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Dopo le formalità di rito il giovane è stato posto ai domiciliari. Da qualche tempo i militari dell’Arma avevano notato uno strano viavai di persone, soprattutto giovani, recarsi nell’abitazione di Miccoli.  Nel pomeriggio di ieri la perquisizione con esito positivo. All’interno dell’armadio nella camera da letto i carabinieri hanno, infatti, trovato 130 grammi di marijuana suddivisa in dosi, segno eloquente dell’attività di spaccio. Oltre allo stupefacente è stato rinvenuto materiale per il confezionamento delle dosi e un bilancino elettronico di precisione, il tutto sottoposto a sequestro. Contestualmente  è stato segnalato alla competente autorità amministrativa un giovane del luogo quale assuntore di stupefacente, poiché sorpreso nei pressi dell’abitazione perquisita.
 A conclusione di accertamenti i carabinieri di Tuturano hanno, inoltre, denunciato a piede libero per inosservanza degli obblighi imposti dall'Autorità Giudiziaria, V.W. 22enne del luogo, già agli arresti domiciliari, a seguito di una rapina commessa unitamente a due complici nel mese di luglio 2017 in una caffetteria di Brindisi. Il giovane era all’interno della sua abitazione, ma in compagnia di persone controindicate e non conviventi, in violazione ciò
alle prescrizioni imposte.

mercoledì 21 marzo 2018

San Donaci, appello del centro sinistra al Pd per un progetto comune alle prossime amministrative

Municipio San Donaci
Il “Partito Comunista Italiano”, “Liberi e Uguali” e “San Donaci Bene Comune” (formazione ispirata dalle ultime due esperienze amministrative) stanno lavorando all’elaborazione di un programma condiviso e alla creazione di una larga coalizione, fondata sui valori e sull’identità del Centro-Sinistra.
“Si aprirà sin da subito –si legge in un comunicato congiunto- ad un confronto con le forze che si riconoscono nel centro sinistra, per la definizione di una coalizione ancora più ampia, che abbia pari dignità e che condivida scelte nominative e obiettivi programmatici tali da affrontare con slancio e rinnovato entusiasmo le sfide alle quali in futuro la nostra cittadina sarà chiamata ad affrontare. Questo lo spirito che ci accomuna per vincere le prossime elezioni”.
I tre movimenti politici di fatto si ispirano alle ultime due amministrazioni comunali quella uscente del sindaco Domenico Fina e quella precedente guidata dal primo cittadino Domenico Serio.
 A distanza di cinque anni, Liberi e Uguali e il Partito Comunista Italiano con il sindaco uscente Fina e una parte dell’attuale amministrazione, insieme a “San Donaci Bene Comune” composta da gran parte dall’allora giunta Serio e dallo stesso ex sindaco, si sono così impegnati a promuovere un progetto, che, ispirandosi alle cose fatte dalle due amministrazioni in questi ultimi dieci anni, possa amministrare San Donaci per i prossimi altri cinque anni. La nuova coalizione si ripropone, pertanto, di offrire al Pd locale un coinvolgimento, con l’obbiettivo di presentare a San Donaci un centrosinistra unito su un progetto comune e condiviso.

San Donaci, droga nel circolo ricreativo

Caserma carabinieri San Donaci
Arrestato dai carabinieri di San Donaci in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, B.A., 33enne del luogo. L'uomo, presidente di un circolo privato del luogo, dotato di impianto di videosorveglianza, finalizzato anche a selezionare gli accessi, nonché di una robusta inferriata, nel corso di una perquisizione all'interno del locale, è stato trovato in possesso di 5 grammi di cocaina, suddivisa in 13 dosi, delle quali 5 nascoste nella tasca dei pantaloni, e 8 dosi nel cestino dei rifiuti collocato nel bagno.
 L’uomo aveva in tasca anche 200 euro in banconote di piccolo taglio ritenute sicuro provento di spaccio. La perquisizione, estesa alla sua abitazione, ha poi consentito di rinvenire ulteriori 3 grammi di hashish, suddivisi in 5 dosi, abilmente celate in un armadio in camera da letto. Il tutto è stato sottoposto a sequestro. Dopo le formalità di rito su disposizione dell'Autorità Giudiziaria l'uomo stato rimesso in libertà
  Nel settembre del 2012 nei pressi di quel circolo ricreativio avvenne un fatto di sangue: l'omicidio
 a  colpi di lupara di Antonio Presta.  Il locale, in passato, è stato oggetto anche di episodi correlati allo spaccio di stupefacenti.


Francavilla Fontana, armi e droga: un arresto

Scoperta dai carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana in un box seminterrato una Santa Barbara. Arrestato in flagranza di reato per detenzione illegale di armi comuni da sparo, detenzione abusiva di armi clandestine, detenzione illegale di munizionamento, ricettazione di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Antonio Maggio, 29enne del luogo.
Nel corso di una perquisizione sono state rinvenute 6 pistole, tutte con matricola abrasa, complete di caricatore,  3 fucili di cui uno con matricola abrasa, 106 proiettili e 14 cartucce da caccia oltre a 2chilogrammi e 400 di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana

Il cardinale Bassetti cresima quindici poeacekeepers italiani

l Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha amministrato a Shama, in Libano, presso il Comando del Settore Ovest di UNIFIL  a guida Italiana ,e costituito su Base Brigata Paracadutisti Folgore, la Santa Cresima per 15 peacekeepers Italiani impiegati nella missione "Leonte XXIII". 
 Nel corso del suo intervento di saluto il cardinale ha ringraziato i militari italiani schierati nel sud del Libano per il costante impegno, che garantiscono, sacrificando sempre i propri interessi personali,  per garantire il bene e la sicurezza comune.
L’Italia ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL, che dal 18 ottobre del 2017 è guidato dal Generale di Brigata Rodolfo Sganga, e può contare su una forza complessiva di circa 4mila peacekeepers di 12 differenti Nazioni (Armenia, Brunei, Estonia, Finlandia, Ghana, Georgia, Irlanda, Malesia, Repubblica di Corea, Serbia, Slovenia,  Tanzania). L'Italia nello specifico contribuisce con una forza di circa mille e 100 militari, 278 mezzi terrestri e 6 mezzi aerei, inquadrati nella missione "Leonte".
La componente italiana dislocata principalmente a Shama è composta da un Comando di Settore, un Centro amministrativo di intendenza, un gruppo supporto di aderenza, un battaglione di supporto alle attività operative ed una unità di riserva. Nella base di Al Mansouri è invece dislocata una Task Force di manovra (Italbatt) costituita su base 183mo Reggimento Paracadutisti "Nembo" e con unità del gruppo squadroni del Reggimento Paracadutisti "Savoia Cavalleria".
Attualmente le unità  inquadrate nella missione in Libano (UNIFIL) continuano a monitorare il rispetto del cessate il fuoco ed il rispetto della Blue Line in ottemperanza delle risoluzioni 1701 e 2373 delle Nazioni Unite. Le attività operative attualmente svolte da UNIFIL consistono in osservazione da posti fissi, condotta di pattuglie (diurne e notturne), realizzazione di check-points, collegamento con le Forze Armate libanesi, pattugliamento marittimo.

lunedì 19 marzo 2018

La piazzetta dimenticata dal Comune e restituita al decordo urbano da un pensionato.


Era stanco di vedere quelle aiuole sulla centralissima via Brindisi, a San Pietro Vernotico, sommerse dalle erbacce e carte. E così armatosi di tutto l’occorrente necessario Pasquale Mandurino, agricoltore 75enne, le ha restituite al decoro urbano. Qualche ora di lavoro per estirpare le erbacce, rimuovere la terra, rimettere a posto le piante e le aiuole sono ritornate ad abbellire la piccola oasi di verde, a margine di una delle strade tra le più trafficate in tutta San Pietro Vernotico.

  Tra i più compiaciuti dell’iniziativa i titolari degli esercizi commerciali del posto, che hanno sostenuto ed incoraggiato l’attività di Mandurino con una colazione calda ed un concreto supporto collaborativo.
 Le erbacce sono state insaccate in capaci sacchi e conferite come rifiuto. Un'accurata pulizia per terra ha poi completato l'opera. Adesso ci si augura, che  quell’angolo di verde non sia più come prima, destinato, cioè a ricevere i bisogni degli amici a quattro zampe, ma che sia usufruibile e goduto al meglio dai cittadini.
 Pasquale Mandurino si dice soddisfatto di aver reso un servizio alla collettività, ma rammaricato da alcuni commenti negativi, che suo malgrado ha raccolto. Il suo proposito, infatti, sarebbe stato di fare altrettanto con un’altra piazzetta, somersa anche questa dalle erbacce, a pochi metri dalla centralissima piazza del Popolo. “Ma basta ed avanza quello che ho già fatto”- dice  con giustificato orgoglio ed un pizzico di comprensibilee amarezza -.  


Veicoli rubati, bilancio di un'intensa attività di recupero

Nel territorio di competenza delle Compagnie dipendenti dal Comando Provinciale di Brindisi, Nel solo mese di febbraio sul territorio di competente del Comando provinciale di Brindisi sono stati rinvenuti e restituiti ai legittimi proprietari complessivamente 45 veicoli. Nel mese precedente, gennaio, sono stati 33. Pertanto dall'inizio dell'anno i veicoli rubati, rintracciati e restituiti ai legittimi proprietari sono stati complessivamente 78, alcuni dei quali erano stati rubati nelle province confinanti.
 In particolare nella giornata di ieri i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno rinvenuto il sulla SP. 41, all’altezza dell’incrocio con via di Punta Penne, un'autovettura Audi Q2, rubata a Brindisi. I carabinieri di Torre Santa Susanna  invece hanno ritrovato questa mattina in via Mesagne, un furgone Fiat Daily, rubato ieri a Carmiano in provincia di Lecce. Entrambi i veicoli sono già stati restituiti ai legittimi proprietari.
 “Il furto di autoveicoli, al pari di quello nelle abitazione, è- secondo il Comando provinciale carabinieri di Brindisi- da annoverare tra i reati predatori più odiosi”.
L'attività di recupero degli autoveicoli rubati ormai non conosce sosta. I recuperi avvengono di iniziativa, nel corso dei servizi di controllo del territorio. "Oppure-spiegano i carabinieri- su segnalazione dei cittadini, che notando stazionare un veicolo da molto tempo per le strade, o in campagna, lo segnalano alle Forze dell'Ordine, che, effettuati gli opportuni accertamenti, provvedono al recupero e alla restituzione del mezzo al proprietario”.

domenica 18 marzo 2018

Carovigno, ricettazione e falsità ideologica: un arresto

Giuseppe Carlucci
I carabinieri di Carovigno, hanno tratto in arresto Giuseppe Carlucci, 48enne del luogo, a seguito di un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, Ufficio Esecuzioni penali. Carlucci dovrà espiare una pena di 6 anni, mesi 11 mesi e 26 giorni di reclusione, per ricettazione e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico nel periodo dal 1999 al 2014, reati per i quali è stato condannato in via definitiva. Dopo le formalità di rito Carlucci è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Brindisi.

Carabinieri, un arresto a San Donaci e denunce a Cellino San Marco ed Oria. Droga a San Pancrazio Salentino

Tratto in arresto in flagranza di reato per evasione dai domiciliari, a San Donaci, Armando De Benedittis, 47enne del luogo. L’uomo è stato sorpreso dai carabinieri su una pubblica via senza giustificato motivo.
De Benedittis era ai domiciliari a seguito di una condanna a 3 anni di reclusione per truffa, evasione e rapina, reati commessi tra le province di Brindisi e Lecce. L'uomo finirà di scontare la condanna nel 2021. 
Dopo le formalità di rito De Benedittis è stato posto su disposizione dell’Autorità giudiziaria ai domiciliari presso la propria abitazione.
I carabinieri di Cellino San Marco hanno, invece, denunciato in stato di libertà D.T., 58enne di Leverano in provincia di Lecce, perchè in possesso di una Seat Marbella, rubata a Monteroni di Lecce. L’auto è stata restituita al legittimo proprietario.
A San Pancrazio Salentino i carabinieri della locale stazione, unitamente al personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, nel corso di una perquisizione su aree comuni di un condominio hanno rinvenuto 19 dosi di cocaina per un peso complessivo di 11 grammi. Le dosi erano state nascoste all’interno del vano contatore dell’acqua La droga è stata sottoposta in sequestro. 
I militari dell’Arma di Oria hanno, invece, denunciato in stato di libertà M.R., 32enne di Salerno, per truffa informatica. A conclusione degli accertamenti è emerso che l’uomo nell’ottobre scorso ha venduto ad un uomo di Oria, una Vespa  Piaggio posta in vendita su una piattaforma di vendite  on line, senza consegnarla all'acquirente sebbene la vittima gli avesse anticipato la somma di 280 euro.


Amministrative a San Pietro, ovvero, la scelta irreversibile tra passato e futuro

 Una città al bivio. Senza più possibilità di ripensamenti o inversione di rotta. E’ questo il senso del voto alle prossime amministrative, per una San Pietro Vernotico chiamata com’è ad una scelta irreversibile: da una parte la possibilità di una difficile risalita della china, dall’altra una irreversibile discesa verso una condizione di sudditanza politica, che praticamente dura da un ventennio, e che non avrà più fine. A meno di un auspicabile scatto d’orgoglio delle coscienze libere. 

sabato 17 marzo 2018

Farine in cattivo stato di conservazione, chiuso un panificio. A San Donaci denunciato un bracciante agricolo


Denunciato a piede libero dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Taranto D. L., 42enne titolare di un panificio della provincia, per aver alimenti in cattivo stato di conservazione, in quanto abusivamente congelati. 

 Si tratta di farine e altri prodotti utilizzati per la panificazione. Dall’ispezione dei locali sono altresì emerse una serie di carenze di natura igienico sanitaria, nonché strutturali, pertanto personale medico dell’Azienda Sanitaria Locale, intervenuto sul posto ha disposto la chiusura del panificio. Nel contesto dell’operazione sono stati  sequestrati 50 chilogrammi di alimenti per un valore di circa mille euro. Il valore della struttura ammonta a circa 300mila euro.
A San Donaci i carabinieri della locale stazione hanno sorpreso alla guida di un'auto F.C. 58 anni, bracciante agricolo, del posto, il quale si è rifiutato di sottoporsi ad accertamenti per l'eventuale assunzione di stupefacente ed è stato, pertanto, denunciato.
Contestualmente l’uomo è stato anche segnalato alla competente Autorità Amministrativa poiché, a seguito di perquisizione veicolare, è stato trovato in possesso di uno spinello di marijuana, rinvenuto all'interno del posacenere. La patente di guida gli è stata ritirata ed il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo.

venerdì 16 marzo 2018

La Guardia di Finanza in municipio a San Pietro. Riflettori puntati sul fallimento di Fiscalità Locale


 La Guardia di Finanza irrompe nelle stanze del municipio, lo occupa “militarmente”, sequestra documenti di natura contabile, computer, ed effettua alcune perquisizioni, anche in abitazioni private di funzionari comunali. E’ il “venerdì di passione”, che impiegati e dirigenti comunali hanno improvvisamente vissuto questa mattina, in municpio, a San Pietro Vernotico.

  Bocche cucite, ovviamente, da parte degli inquirenti e del personale amministrativo comuanle, anche se non è azzardato ipotizzare, che l’indagine in corso sia da ricondurre alla vicenda di “Fiscalità locale”, la società mista incaricata di riscuotere le tasse comunali, dichiarata fallita nel 2017, dopo che nel 2015 era stata posta in liquidazione. 

giovedì 15 marzo 2018

Guerra di mala a Brindisi: 11 arresti

Con l’accusa a vario titolo di detenzione e porto illegale di armi da guerra e comuni, incendio, sequestro di persona, rapina, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento personale, i carabinieri del Comando provinciale di Brindisi hanno arrestato 11 persone,  delle quali  9 già associate in carcere e le altre 2 all’obbligo di dimora..
  I  fatti contestati sono riconducibili agli scontri dell’autunno scorso avvenuti a Brindisi, allorquando due fazioni si sono fronteggiate con una serie di attentati e ferimenti a colpi di armi da fuoco, tra le quali i micidiali kalashnikov. In relazione a molti degli episodi riguardanti gli scontri a fuoco erano già stati emessi due provvedimenti della magistratura a carico di 9 persone. Le contestazioni di oggi riguardano, invece, avvenimenti non contemplati nelle precedenti ordinanze. Si tratta di episodi avvenuti nel novembre del 2017, comunque inquadrabili nella stessa dinamica.
L’indagine trae origine dal ferimento di Damiano Truppi il 2 novembre 2017 e da quanto accaduto il giorno dopo. Le indagini dei carabinieri hanno appurato che si trattava di una vera e propria faida tra esponenti della criminalità locale ed organizzati in due fazioni contrapposte, rispettivamente riconducibili: da un lato a Antonio Borromeo, Antimo Librando, Lorenzo Russo e Tiziano Marra; sull’altro fronte  a Antonio Lagatta, Michael Maggi, Claudio Rillo, Alessio Giglio, Diego Pupino.
Nella mattinata del 3 novembre scorso erano state date alle fiamme due autovetture di Libardo, mentre nel pomeriggio è stato ferito a colpi di arma da fuoco Antonio Fontò. Quella stessa sera Libardo a bordo di una Mercedes classe A AMG forzava un posto di controllo dei carabinieri, dando il via ad  un inseguimento lungo le arterie del quartiere Sant’Elia di Brindisi, durante il quale il fuggitivo provocava, tra l’altro, anche il danneggiamento di alcune auto parcheggiate. Nella tarda serata prima il ferimento di Loriano Marrazza (fratellastro di Tiziano Marra) e successivamente
l’esplosione di almeno 19 colpi di arma da fuoco tipo da guerra contro l’abitazione di Antimo Libardo.
  Insomma guerra di mala. Nell’ambito della quale si registra anche la rapina commessa il successivo 6 novembre ai danni di un furgone portavalori dell’Istituto di Vigilanza privata “Cosmopol”, di Lecce. Le attività investigative  hanno ipotizzato il diretto coinvolgimento, a vario titolo, di Antonio Lagatta, Claudio Rillo, Michael Maggi, Alessio Giglio e Diego Pupino, tanto nella fase organizzativa, con il ruolo attivo anche di Vincenzo Vantaggiato, zio di Maggi, quanto in quella esecutiva. Armati di pistola, dopo aver bloccato una guardia particolare giurata, riuscirono ad  impossessarsi di 25mila euro in contanti, ovvero, l'incasso del punto vendita "Mc Donald’s".
L'operazione dei carabinieri
La scrupolosa e meticolosa attività d’indagine effettuata  con metodologia tradizionale e di tipo tecnico ha consentito agli investigatori di acquisire, in modo inequivocabile, gravi e concordanti elementi indiziari nei confronti degli indagati. Nel corso dell’attività di indagine i carabinieri hanno, inoltre sequestrato: 4 pistole di vario calibro e relativo munizionamento; 2 autovetture risultate oggetto di furto; parte del provento della rapina (10mila euro); l’abbigliamento utilizzato per il travisamento; 2 ricetrasmittenti. Sono stati così  sottratti alla criminalità mezzi e armi, che potevano essere utilizzati per ulteriori attività criminali

L'attività dei carabinieri