mercoledì 11 ottobre 2017

Trevisi sul gasdotto Tap: "L'inamissibilità decretata dalla Corte Costituzionale è un colpo basso per tutti i pugliesi"

Antonio Trevisi
L’inammissibilità del conflitto di competenza sollevato dalla Regione Puglia contro lo Stato con riferimento al procedimento di autorizzazione del gasdotto Tap decretata dalla Corte Costituzionale è per il consiglire regionale del Movimento 5 Stelle, Antonio Trevisi, “un colpo basso per i tanti cittadini pugliesi, che da anni si battono insieme al M5S per il “no” al gasdotto Tap a causa della  sua pericolosità  e per i rilevanti impatti sull’ambiente che esso comporta”.

 “Le nostre tesi trovano conferma negli studi del professor Umberto Ghezzi del Politecnico di Milano, uno dei maggiori esperti di ingegneria energetica” –spiega Trevisi-. Che aggiunge come le osservazioni a firma del prof. Ghezzi inviate al sindaco di Melendugno, Marco Potì, facciano esplicitamente riferimento a “rischi estremamente rilevanti, esplosioni e  incendi”.
  "In quella relazione è evidenziato il pericolo che si formino miscele esplosive con conseguenze estremamente rilevanti. Studi, questi- scrive in una nota stampa Trevisi- che sono condivisi anche dall’ingegnere chimico Alessandro Manuelli, il quale denuncia alcuni difetti di progettazione negli scarichi durante le operazioni di manutenzione o in casi di emergenza".
  “Persino la stessa Tap in un documento valuta- rileva Trevisi- come medio/alto l'impatto sull'ambiente e sulla qualità di vita per le famiglie in prossimità delle principali aree di cantiere”.
  “Per questo –aggiunge il consigliere pentastellato- non ci stancheremo di ripetere come una politica energetica basata sul gas sia nel 2017 fallimentare e miope da tutti i punti di vista: ambientale, economico e strategico"
  "In poco più di un decennio – spiega Trevisi - i consumi di gas in Italia sono scesi di oltre un quinto, eppure oggi qualcuno continua a sostenere, che abbiamo bisogno di realizzare dei gasdotti. Senza contare che la direttiva europea Seveso obbliga per la loro realizzazione il rispetto di precisi parametri, oltre che consultare la popolazione. La qualcosa non ci risulta che nessuno si sia sognato di chiedere a chi vive sui territori che saranno attraversati dalla Tap".
  Per Trevisi “si tratta di una centrale a gas con rischi per l’ambiente elevati", mentre  per il bene e  la sicurezza dei cittadini occorre ripartire con una "strategia, che punti sulle rinnovabili e la generazione distribuita”.