domenica 8 ottobre 2017

La "mission" del sindaco di Melendugno, Potì, e del "Comitato No Tap" a Torchiarolo

L'intervento del sindaco di Melendugno, Potì
   La posizione del Comune di Torchiarolo è per il no alla Tap (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto, che trasporterà gas naturale dalla regione del Mar Caspio in Europa, attraverso la Turchia, Grecia, Albania e approdo in Italia sul litorale di Melendugno. Sarà questa la posizione che esprimerà il sindaco Nicola Serinelli in sede di conferenza di servizi prevista per martedì 17 ottobre presso il Ministero dell’Ambiente, forte di un’esplicita espressione del Consiglio comunale, che nel tempo non è cambiata.

 Un no alla Tap, ma anche all’ipotesi di un’altra linea di approvvigionamento del gas prevista dalla Snam, che si vorrebbe far approdare sul litorale proprio nei pressi della Marina di Lindinuso, la spiaggia di Torchiarolo. E’ quanto Serinelli ha ribadito nel corso di un incontro pubblico svoltosi sabato sera nell’aula consiliare, promosso dal "Comitato No Tap", unitamente al primo cittadino di Melendugno, l'ing. Marco Potì.
  Da qualche tempo a Torchiarolo c’è chi per conto della Tap sta già cercando di acquisire da parte dei proprietari degli accordi preventivi per la cessione dei terreni sui quali è previsto passi la condotta della Tap. Pertanto tra il pubblico c’è stato chi ha chiesto all’amministrazione comunale, che i cittadini non siano lasciati da soli a decidere nel merito, ma che si faccia carico di coordinare una linea di comportamento unica.
Il pubblico in aula
  Reduce da un’assemblea pubblica a Mesagne, Marco Potì ha voluto confrontarsi anche con i cittadini di Torchiarolo per quella che ha definito un’azione di controinformazione sui rischi e problemi, che comporta la realizzazione di quell’opera per l‘ambiente e l’economia del territorio. Un'opera definita da Potì "incompatibile e dannosa per la sicurezza e le conseguenze di tipo economico" per il territorio. Ed ha rivelato come quella che la Tap definisce una centralina di conversione del gas in realtà è un impianto che si estende su un’area di 140 ettari. Mentre il “tubicino” che si vuole realizzare e che interesserà oltre a Torchiarolo anche il territorio di San Pietro Vernotico porterà qualcosa come 10 miliardi di metri cubi di gas ad una pressione di 145 bar. Basta ed avanza, insomma, perché il litorale dalle bandiere blu ed a forte incremento turistico sia ragionevolmente destinato ad essere sacrificato alla non balneazione.
L'intervento del sindaco di Torchiarolo, Serinelli
 Di più. Secondo il Comitato No Tap viene meno la strategicità dell’opera, dal momento che non serve a diversificare l’approvvigionamento delle fonti. La Tap preleva il gas dai depositi dall’Azerbaigian e non è altro, che quello che si estrae in Russia, da dove l’Italia si rifornisce già per una significativa quota. 
  Il Piano energetico nazionale, è stato fatto notare, come risalga al 1988 e fa riferimento al carbone come fonte primaria di approvvigionamento, al gas come secondaria ed agli olii pesanti come emergenza. Un piano bollato da Gianluca Maggiore, uno degli esperti del "Comitato No Tap", come "anacronistico, di fatto il prodotto di una politica che ha rinunciato a gestire il problema della produzione energetica nazionale". 
 “Un piano energetico – ha spiegato Maggiore- dovrebbe avere, invece, al primo posto il risparmio energetico attraverso la riduzione dei consumi pro capite, oltre a quello sviluppo delle fonti rinnovabili”.
  A margine del confronto il "Comitato No Tap" ha decisamente respinto al mittente, il sindaco Serinelli, l’eventuale ipotesi di un approdo della condotta del gas Tap a ridosso della zona industriale di Brindisi, come incentivo per una bonifica dell'area.  “No alla politica del tanto peggio, tanto meglio”- è stato ribadito-.


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