martedì 10 ottobre 2017

I cani che avevano in custodia ferirono a morte un 76enne. Due giovani accusati di omicidio colposo

Individuati i proprietari dei cani che nell’aprile scorso sbranarono il 76enne, Vito Zaccaria, e il mese successivo, il 23 maggio, ferirono una donna. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Francavilla Fontana hanno notificato il provvedimento di avviso di conclusioni delle indagini preliminari per omicidio colposo, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di S.R., 19 anni di Francavilla Fontana e T.V.V., 22enne residente a Crecchio in provincia di Chieti, ma domiciliato a Manduria, provincia di Taranto.
I due giovani sono i proprietari e i custodi di due pitbull e di un meticcio, i cani che avrebbero ferito a morte il 76enne e successivamente la donna. 

  Nella tarda serata del 9 aprile 2017, in contrada “Capitolo”, a Francavilla Fontana, all’interno di un fondo agricolo, venne rinvenuto cadavere Vito Zaccaria, il quale si era allontanato a piedi dalla vicina abitazione. Il medico legale accertò segni di parziale sbranamento e morsi su varie parti del corpo ad opera di cani randagi, o animali selvatici. La salma fu così sottoposta ad esame autoptico. Il successivo 23 maggio una 75enne del posto venne aggredita da tre cani, due pitbull e un meticcio, che, dopo averla fatta cadere, la azzannarono in varie parti del tronco e del capo, provocandole varie lesioni. I rilievi, eseguiti dai carabinieri insieme al responsabile del servizio veterinario dell’Asl, consentirono di individuare, all’interno di un opificio ubicato nelle vicinanze, la presenza di 3 cani di grossa e media taglia, che non avevano i microchip, e che erano nella disponibilità della coppia R.S. e T.V.V.. Gli animali, posti sotto sequestro, furono così  affidati al canile sanitario di Carovigno e successivamente trasferiti in altra struttura privata del luogo.
Gli accertamenti biologici disposti dal pubblico ministero e l’estrapolazione del Dna dagli animali e dai reperti hanno permesso di avvalorare la tesi investigativa: i cani per negligenza e imprudenza dei proprietari erano usciti  attraverso  un’apertura di circa 15 metri nel muro perimetrale dello stabilimento e provocato la morte di Vito Zaccaria e le lesioni dell’anziana donna
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