sabato 31 dicembre 2016

La cooperativa sociale scrive al sindaco. "Vi siete dimenticati di noi"

Riceviamo e integralmente pubblichiamo una lettera aperta indirizzata al sindaco da parte di una cooperativa  sociale, che da alcuni anni gestisce il Centro interculturale, una struttura unica nel suo genere, oltre a fornire servizi alle famiglie. Chiazza Rande è ovviamente disponibile ad ospitare un'eventuale replica da parte dei soggetti chiamati in causa dalla Cooperativa Il Sogno.
Caro Sindaco: come si fa a diventare fornitore privilegiato del Comune di San Pietro Vernotico ?. Delle tante strutture esistenti sul territorio, due sono pienamente operative: il centro notturno che ha ospitato tante persone in difficoltà e senza dimora; il centro interculturale che offre servizi importanti sul territorio. Entrambi i centri sono di proprietà del Comune e finanziate con risorse dei cittadini, ma per i nostri Amministratori non esistono. Non esistono quando si realizzano eventi, non esistono ad esempio per consentire risparmi di spesa visto che l’impianto fotovoltaico presente non è stato mai avviato, ma non esistono anche con riferimento all’obbligo di pagare le spese che si sostengono per assicurare servizi così importanti.
Abbiamo visto, ad esempio, che alcune ditte o cooperative hanno ricevuto affidamenti per dare servizi a novembre, ed a dicembre sono state già pagate. Sapevamo che la legge concedeva un termine di 30 giorni per pagare le fatture, ma abbiamo notato che vi sono i fortunati di turno che sono pagati dopo pochi giorni dalla presentazione delle fatture, la cooperativa il Sogno, nonostante abbia di fatto soci lavoratori, invece non ha diritto a ricevere quanto dovuto in base al contratto. Facciamo un piccolo riepilogo: solo a giugno 2016 sono stati erogati i primi mesi di servizio (febbraio compreso); abbiamo dovuto attendere agosto ed effettuare una diffida per ottenere il pagamento dei mesi da marzo a luglio (quasi mezzo anno di attività); solo a novembre ci è stato erogato il mese di agosto, ed a dicembre ci hanno corrisposto il mese di settembre con riferimento ad un centro, e mezza mensilità con riferimento all’altro centro. Quindi noi ai dipendenti dobbiamo comunicare che potranno ricevere solo mezzo stipendio relativo al mese di settembre? E per i mesi successivi? Siamo contenti per il fatto che l’azienda che svolge il servizio di igiene urbana è stata messa nelle condizioni di pagare i propri dipendenti con puntualità, tredicesime comprese, visto che per il servizio fatto a novembre, la fattura è stata presentata addirittura prima della fine del mese (porta data 30.11.2016)  ed il 15.12.2016 è stata liquidata. I nostri dipendenti non hanno gli stessi diritti? Non c’è un protocollo da seguire per i pagamenti? L’Assessore Civino ci ha informato che non bastavano i soldi in cassa, ma, forse errando, ci è sembrato strano che alcune fatture pure rilevanti (il servizio igiene costa €.150.000,00 circa al mese) sono pagate prima del termine di 30 giorni previsto dalla Legge, noi attendiamo il pagamento del servizio reso a settembre, ottobre, e novembre. Come è poi possibile che manchino i soldi per pagare un servizio dato in base ad un contratto di appalto della durata di tre anni. La verità è forse che i servizi sociali ed i servizi resi al territorio non meritano alcuna attenzione da parte di questa Amministrazione e chi, come la nostra cooperativa, è abituata a rendere il servizio senza forse preoccuparsi di altro, viene trattata come sopra indicato. I due centri sono  due piccole perle nella nostra Provincia, si tratta degli unici centri esistenti nell’Ambito di Zona di cui fa parte San Pietro Vernotico. Eppure mai un presenza in occasione delle tante ricorrenze e nonostante gli inviti rivolti a tutti i componenti dell’Amministrazione. Quindi nessuna gratificazione morale, anzi forse la volontà di danneggiare chi lavora, perché non ci si rende conto che i gravi ritardi rendono veramente difficile proseguire l’attività, e solo grazie alla disponibilità dei soci lavoratori si sta andando avanti, con impegno e collaborazione ricevendo le gratificazioni degli organi che operano con i Tribunali e con le altre istituzioni che non lesinano parole di plauso per la disponibilità sempre assicurata. Anzi dobbiamo precisare che in una occasione abbiamo avuto l’onore della presenza di ben due assessori: quando una famiglia indigente ha subito il crollo del tetto ed il Centro ha dato immediata disponibilità: quel giorno ci si è ricordati dell’importanza di avere un centro del genere sul territorio. Dispiace poi aver verificato che la Giunta (fatto strano ci si aspettava un provvedimento del Rup) ha deciso di revocare la gara per il Centro Crescere Insieme. Chi ha vissuto l’operatività di quel centro ed i servizi resi negli anni sino al 2015 ha toccato con mano l’importanza anche di quella struttura. Abbiamo letto la delibera e solo ragioni economiche hanno portato la Giunta ad adottare un atto così grave per il territorio. Le grida di allarme della associazione La Rinascita sono il termometro di come il territorio stia pagando un costo troppo elevato, e di come si ritenga, per questa Amministrazione, più importante tutto ciò che non tocca i servizi sociali. Noi non solo non ci arrendiamo ma auspichiamo che prima o poi cambi un modo di operare che privilegia qualcuno a danno di altri.
Cooperativa Il Sogno A r.l.

venerdì 30 dicembre 2016

Arresti in carcere per Maggi

Bryan Maggi
Revocati in mattinata a Bryan Maggi gli arresti domiciliari e con apposita ordinanza del gip presso il Tribunale di Brindisi è stato disposto il suo arresto in carcere. L’uomo, pur essendo posto ai domiciliari, era stato sorpreso mercoledì dagli agenti della Questura di Brindisi, nel quartiere Bozzano, alla guida di un’auto, senza patente, e lontano da casa e dal posto di lavoro, dove era autorizzato a recarsi. In auto aveva uno sfollagente simile a quello in uso alle forze dell’ordine, un piccolo coltello a serramanico ed un casco integrale.
  La sua auto era preceduta da un motorino il cui conducente, protetto da casco integrale, non ha, però, rispettato l’alt, ed ha fatto perdere le sue tracce. Maggi era stato, pertanto, arrestato e su disposizione del magistrato di turno in Procura posto nuovamente ai domiciliari. Oggi l’udienza di convalida per il suo arresto e la decisione del magistrato di arrestarlo in regime di detenzione nella casa circondariale a Brindisi.

Tre ordigni esplosivi neutralizzati dagli specialisti italiani schierati in Libano

Tre Uxo (Unexploded Ordnance), ovvero ordigni inesplosi, sono stati individuati e neutralizzati  dai militari del Sector West di Unifil, nella zona di loro pertinenza, nel sud del Libano, nel corso di pattugliamenti motorizzati. Sul posto è intervenuto il Team Eod/Iedd (Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal) del Terzo Reggimento “Genio Guastatori”, inquadrato nel Combat Service Battalion. 
 Si trattava di una bomba da mortaio illuminante da 120mm e un codolo, sempre da mortaio, che sono stati consegnati ai militari delle Laf (Lebanese Armed Forces), i quali hanno poi provveduto a farli brillare.
  E’ stato ritrovato anche un proiettile da 30mm, rimosso e fatto brillare dagli specialisti italiani.
Il Team Eod/Iedd ha specifiche competenze per intervenire sia su ordigni convenzionali, come in questo caso, che su quelli artigianali, ovvero ordigni improvvisati. I militari che fanno parte di questi nuclei altamente specializzati, appartengono all’Arma del Genio e vengono qualificati dopo un lungo iter formativo. A dieci anni dal conflitto fra Israele e le milizie di Hezbollah, il Libano del Sud, purtroppo è costretto ancora a fare i conti con questi manufatti esplosivi che, proprio durante la stagione delle piogge, riaffiorano dal terreno.
L’operazione di individuazione degli ordigni, la loro rimozione e la messa in sicurezza dell’area, si è svolta con perizia e senza alcun problema da parte degli specialisti dell’Arma del Genio italiani.
Attualmente la missione in Libano è a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” agli ordini del generale Ugo Cillo

Brindisi, rapina in pieno centro. Indagano i carabinieri

Il Nucleo operativo radiomobile della Compagnia Carabinieri di Brindisi ha attivato indagini volte ad identificare due rapinatori, che si sono impossessati di circa 2mila euro da una società finanziaria ubicata in centro.
I due, presumibilmente armati con una scacciacani, erano a volto coperto e sono fuggiti a piedi per le vie limitrofe.


Carabinieri, un arresto per droga a San Vito dei Normanni

La sostanza stupefacente sequestrata
Giovanni De Benedictis, 22 anni, di San Vito dei Normanni è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della locale Compagnia carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A seguito di perquisizione personale e sull’auto il giovane è stato trovato in possesso di 110 grammi di marijuana, e di 2 grammi e 2 decimi di sostanza stupefacente del tipo eroina, oltre a vario materiale per il suo confezionamento. Il tutto è stato sottoposto a sequestro, mentre su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, dopo le formalità di rito, De Benedictis è stato associato posto ai domiciliari.

Con la Salis Bike per inseguire in sella alla due ruote nuovi traguardi

 Ha solo un anno, ma la Salis Bike già pedala alla grande nel panorama ciclistico salentino. L’anno scorso, a dicembre, la presentazione del nuovo sodalizio sportivo,  testimonial Nandu Popu dei Sud Sound System. Oggi la Salis Bike  si presenta con circa 60 atleti iscritti tra le categorie  giovanissimi, agonisti, esordienti, allievi, amatori ed un team dirigenziale di tutto rispetto con Giulio Carbone (presidente), Giovanni Baronetti  (organizzazione generale), Emanuele Bleve (segretario), Claudio Cosi  (tecnico istruttore di 2° livello), Pasquale Papaleo (tecnico istruttore di 1° livello),  Giovanni Pesimenta (tecnico istruttore mtb-bdc di 1° livello), Luigi Latrofa (preparatore bdc) ed Aldo Pesimena (preparatore giovanissimi).
 La Salis Bike in questo periodo è impegnata nel ciclocross, disciplina invernale, che annovera alcuni suoi atleti partecipi nel “Trofeo dei Tre Mari”, con trasferte in tutto il sud Italia ed una maglia di campione regionale appena conquistata ,oltre a tanti ottimi piazzamenti.
 A partire dal prossimo mese di febbraio il sodalizio su due ruote inizierà a cimentarsi con gli agonisti e successivamente con i giovanissimi. Al campionato regionale pugliese 2016 la Salis ha già collezionato  4 titoli di campioni regionali. Per il futuro oltre agli impegni nel campionato regionale, la Salis Bike parteciperà al meeting nazionale giovanissimi, in programma a giugno, e nel campionato nazionale esordienti e allievi.
Tra i prossimi impegni anche l'organizzazione di 2 gare di campionato regionale giovanissimi, una delle quali è previsto si svolga a San Pietro Vernotico, e l'altra a Gallipoli. E nel mese di aprile anche una gara mtb nel bosco di Cerano (Tormaresca), destinata a richiamare la partecipazione di atleti provenienti da tutta Italia. 
Salis Bike è parte integrante dell'organizzazione del bikefest, che si terrà per il secondo anno a Lecce nel mese di maggio. Grazie all’impegno di Giovanni Pesimena, stradista con un passato significativo, la Salis Bike intende misurarsi anche con l’organizzazione di una gara su strada per giovanissimi e per le categorie esordienti e allievi. Oltre oltre a prendere parte anche a diverse iniziative a sfondo sociale. 
  “Insomma –spiegano i dirigenti del sodalizio su due ruote- abbiamo un programma 2017 ricco di contenuti e di entusiasmanti iniziative, che potranno contribuire ad animare lo sport nel Salento ed entusiasmare tanti atleti, che nella Salis Bike già vedono la squadra nella quale poter professionalmente crescere”.

giovedì 29 dicembre 2016

Infastidisce i clienti e aggredisce i carabinieri. Arrestato.

Antonio Apruzzese
Entra in un bar in evidente stato di agitazione, infastidisce i clienti, lancia in aria alcune sedie e aggredisce anche i carabinieri, giunti sul posto per riportare la calma. 
 Ai militari dell’Arma della stazione di Ceglie Messapica così non è rimasto altro da fare, che arrestare in flagranza di reato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesione personale e danneggiamento,
Antonio Apruzzese, 42 anni, del posto. 
 Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, dopo le formalità di rito, l’uomo è poi stato posto agli arresti domiciliari.

In auto senza patente e senza permesso di allontanarsi da casa. Arrestato.

Bryan Maggi

Lo hanno sorpreso alla guida di un’auto pur se privo di patente di guida, lontano da casa e dal posto di lavoro. Bryan Maggi, ai domiciliari, con il permesso di recarsi a lavoro, è stato bloccato dagli agenti della Polizia di Stato nel quartiere Bozzano ed arrestato. Su disposizione del pm di turno in Procura, Francesco Carluccio, è poi stato nuovamente posto ai domiciliari. 

 Nell’auto l’uomo aveva uno sfollagente di tipo similare a quello in uso alle forze dell’ordine, un piccolo coltello a serramanico e un casco integrale. L’auto che guidava era preceduta da un motorino, il cui conducente indossava un casco integrale e che all’alt dei poliziotti, anziché fermarsi ha proseguito la corsa facendo perdere le sue tracce.
  I poliziotti avevano riconosciuto nel conducente dell’auto Maggi, un soggetto con precedenti di polizia e attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.  Sospettando che potesse esservi una relazione tra lui ed il conducente della moto, gli operatori hanno così intimato l’alt ad entrambi i veicoli. Solo Maggi, però, si è fermato.

 Gli oggetti atti ad offendere rinvenuti nella sua auto sono stati opportunamente sequestrati, mentre del caso è stato informato il magistrato.

  I controlli di Polizia nei quali è incappato Maggi rientrano nell’ambito di una coordinata ed articolata azione della Polizia di Stato di Brindisi, finalizzata a rendere più sicure le festività natalizie e di fine anno.
Un nutrito e complesso dispositivo integrato di Volanti ed equipaggi della Squadra Mobile della Questura brindisina sono stati, infatti, impegnate da giorni in attività preventivo-repressive con l’obiettivo di garantire gli ultimi acquisti per le festività, e soprattutto per prevenire i reati di tipo predatorio, che tendono a moltiplicarsi in questi periodi dell’anno.
 Un’attenta pianificazione dei servizi di controllo del territorio brindisino, che ha già consentito di ottenere positivi risultati con l’arresto in flagranza di numerosi soggetti.


Brindisi, colonia dello Stato Italiano e le sue multinazionali energetiche

prof. Franco Magno
Dal prof.Franco Magno, geologo, riceviamo ed integralmente pubblichiamo un intervento sulla gestione del territorio con riferimento alla realizzazione della condotta del gas Tap.
 La notizia che il Comitato Tecnico del Ministero dell’Ambiente ha dato “giudizio positivo di compatibilità ambientale”, con prescizioni (non ancora rese pubbliche), al metanodotto della TAP, era del tutto prevista e prevedibile, non fosse altro per gli interessi di SNAM ad una commessa aggiudicata da TAP per oltre 200 Milioni di euro; è superfluo ribadire che SNAM è lo Stato, tramite la Cassa Depositi e Prestiti.
Noi Brindisini, fatte salve le giuste “osservazioni” avanzate dalla Provincia e relative solo alle proprie competenze istituzionali, siamo stati inermi spettatori di un braccio di ferro fra la società TAP ed in Presidente Emiliano, senza che il Comune abbia mai espresso alcun razionale e fattibile “pensiero” in merito!!
Il Presidente Emiliano ha fatto di tutto per teorizzare il processo di “decarbonizzazione” delle centrali di Cerano e dell’ILVA di Taranto ma, pur apprezzandone lo spirito ambientalista, le motivazioni sono sempre apparse “deboli” e non riconducibili, in particolare, alla realtà della centrale termoelettrica di Cerano; questa, infatti, non è più produttiva come ai tempi del sindaco Mennitti, allorquando, a far data dal 2004 si è passati da un quantitativo di carbone combusto di circa 2 milioni di tonnellate/anno a punte di oltre 8 milioni di tonn/anno. 
Nel più assordante silenzio del Comune, completato in tutti i propri organi politici, decisionali ed ancor più di “verifica della legalità”, si è sviluppato il “braccio di ferro” fra la Regione Puglia ed il Governo circa l’approdo del gasdotto della TAP che, comunque ed a prescindere, vede Brindisi ed il suo territorio quale punto nodale del terminale gassiero.
In altro intervento ho evidenziato che Brindisi è per Snam, Tap, Poseidon e Stato,  l’“hab”, il fulcro, il punto d’arrivo e di smistamento di tutto il metano proveniente dall’est e di parte di quello riveniente dalla dorsale africana; ben 35-40 Miliardi di mc, di metano transiteranno sul territorio comunale, in contrada Conella-Mataciola.
Ho più volte ribadito, con convinzione e fermezza, che per un impianto industriale è essenziale conoscere la “impronta ambientale” e quindi tutto ciò che l’insediamento comporta in termini di impatto, di contaminazione, di inquinamento sulle matrici ambientali e sulla salute pubblica; nota l’impronta ambientale è essenziale definire i “controlli” che vanno fatti e che risiedono, per competenza territoriale, sul Sindaco del comune interessato.
Nel caso della TAP ed in particolare dell’Hab di Conella, previsto in ampliamento, il Sindaco avrebbe dovuto evidenziare al Comitato Tecnico del Ministero dell’Ambiente, la pericolosità sociale ed ambientale della stazione di “lancio e ricevimento” del gas metano in Contrada Conella e della totale assenza di “monitoraggio atmosferico” dedicato alle “emissioni fuggitive” che di certo si avranno; monitoraggio necessario per un impianto che opera a 75 bar di pressione e con un gas naturale che contiene ancora tracce di contaminanti pericolosi ed odorigeni quali: mercurio, acido solfidrico, ecc, oltre che i mercaptani. 
Nessun Comitato tecnico, ritengo ed ove sollecitato dal Comune, avrebbe negato nell’impianto di Conella ed anche nei due Punti di Intercettazione di Linea (P.I.L.) corrispondenti all’attraverso della ferrovia S, Pietro V.–Brindisi (kilometrica 45+520 e 44+320), l’installazione di un “presidio ambientale, costituito da “sensori” tarati sui contaminanti caratterizzanti le emissioni fuggitive del gas naturale, il tutto per l’irrisorio costo di poche decine di migliaia di euro!!  Il comune, invece è ASSENTE non ha chiesto NULLA!!
 E siccome la devo dire tutta, esasperato dal non essere rappresentato come cittadino, a questo punto ritengo anche che il Presidente Emiliano avesse anche una certa ragione nel volere l’approdo della TAP a Brindisi!! (escludendo l’impossibile riconversione della centrale di Cerano a metano)
Infatti, al Comune di Brindisi, guarda caso, è sfuggito il fatto che il 12 ottobre 2016 sono scaduti i termini per la presentazione delle “osservazioni” al progetto della centrale offshore (a mare) presentato dalla TG Srl – Energie Rinnovabili e che prevede, fra Brindisi e S. Pietro V., l’interdizione alla navigazione ed alla pesca di un’area di mare pari a 539 ettari e la realizzazione di ben 36 pale eoliche alte mediamente, ciascuna, 100 m.
Tale “centrale eolica offshore” prevede anche il collegamento delle 36 pale con 4 cavidotti che avranno un recapito finale nella sottostazione elettrica in contrada “Pignicedda” (sempre a Brindisi), a poche centinaia di metri dalla sottostazione dell’hab metanifero di Contrada Conella; tale realizzazione comporterà la posa in opera di ben 57,5 Km. di cavi a mare e 16 km di scavi per raggiungere la sottostazione di trasformazione a Pignicedda, a poche centinaia di metri anche dal Quartiere di S. Elia. 
E’ evidente che per tutti gli scavi, in area agricola SIN, dovranno farsi le bonifiche dei terreni contaminati e ciò costituisce un “beneficio ambientale”; se a questo si aggiunge che la produzione media oraria dell’impianto offshore è di circa 25 MW/h e può essere detratta da quella oraria prodotta dalla centrale a carbone di Cerano, allora il “benefico ambientale” sarebbe notevole in termini di riduzione delle emissioni. 
A questo punto è lecita la domanda: in ben 539 ettari di mare interdetti alla pesca ed alla navigaione, cosa avrebbe cambiato un “tubo” di un metro di diametro con gas metano (TAP)?   
Razionalmente credo proprio nulla!  Ed allora dobbiamo continuare a essere territorio di “servizio”, senza alcun “beneficio sociale”?
Il comune di Melendugno ottiene, per il transito della TAP, ben 12 milioni di euro per i 4 anni di costruzione e 500 mila euro …… a vita!!
Noi cosa otteniamo?   NULLA!! 
Insomma, “futtuti, vattuti e cacciati di casa”!!! Beh MO BASTA!!
Purtroppo soffro per non poter far nulla e restare inerme davanti a cotanta ingiustizia ed incapacità di gestione del nostro territorio!! Ma poi mi chiedo: con chi parlo al Comune??
Con chi del Comune va da ENEL a chiedere la riapertura della procedura di AIA, quando questa è aperta da circa 2 anni e Brindisi è sempre assente nelle Conferenze di servizio?
Far rispettare il Nostro territorio è un obbligo morale, oltre che istituzionale e il “servizio” prestato dal nostro territorio a TAP, TG Srl, SNAM, ecc. HA, come a Melendugno, UN COSTO che deve produrre benefici ambientali e sociali che, in termini di massima, si possono individuare: nella costruzione del nuovo palazzo dello sport, nella riduzione della TARI, ecc., ecc. ecc. 
In un bilancio sommario di “dare ed avere”, ritengo che Brindisi, anche per una classe politica di cui è complesso definirne anche l’aggettivazione, sia fortemente in credito di rispetto della dignità di un territorio che è anche rispetto dei propri abitanti; credito che va quanto prima compensato con opere sociali!!

                        prof. dott. Francesco Magno



mercoledì 28 dicembre 2016

Con il taglio dei loro stipendi i consiglieri regionali del M5S regalano al Perrino una sala cinema per i piccoli pazienti

  Inaugurata questa mattina, 28 dicembre, presso la Divisione di Pediatria dell’ospedale “Perrino” a Brindisi, una sala cinema, la cui realizzazione è stata resa possibile grazie al taglio degli stipendi degli otto consiglieri regionali pugliesi del Movimento 5 Stelle. Presente questa mattina alla cerimonia il consigliere brindisino Gianluca Bozzetti. 
Con il taglio dei loro stipendi relativi agli ultimi 12 mesi i consiglieri regionali pentastellati  hanno restituito oltre 217mila euro.
 “Abbiamo così cercato di regalare un sorriso e sostenere il lavoro di chi per mestiere ha deciso di salvare le vite dei nostri piccoli angeli”. – ha commentato a margine dell’inaugurazione Gianluca Bozzertti-. Che ha spiegato come siano stati migliaia di cittadini a decidere, attraverso una votazione online sul sito del M5S Puglia, a chi destinare i soldi così risparmiati.  
 "Siamo felici ed orgogliosi di poter inaugurare anche presso l'ospedale Perrino di Brindisi- ha aggiunto il consigliere regionale, Bozzetti- una sala cinema, con sedie, tv, lettore e numerosi dvd per ragazzi, così come è stato fatto in altri ospedali e presidi sanitari di tutta la regione”. 
Non solo. Bozzetti ha aggiunto come siano stati donati  anche un ecografo palmare, utile per poter effettuare diagnosi preliminari più rapide. 
“Crediamo che attraverso piccoli ma significativi gesti si possa cambiare l’idea, purtroppo ormai radicata e diffusa, che la politica sia lontana dai bisogni dei cittadini. Per questo- ha concluso Bozzetti- abbiamo cercato con il nostro esempio di fare da guida a chi crede ancora in una politica onesta e trasparente, quale ottimo strumento per una moderna società civile.
.
 Il consigliere regionale Bozzetti ha, pertanto, ringraziato il  direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, la dirigenza del Perrino ed in particolare il primario di pediatria, Fulvio Moramarco, per la grande disponibilità ed accoglienza.



Violenza sulla ex. Arrestato dalla Polizia

Francesco Abruzzi

Ancora violenza sulle donne. Nella notte di Natale. E tutto per un sms arrivato sul cellulare della donna, mentre era in corso un amichevole scambio di auguri con il suo ex. Francesco Abruzzi, 40 anni, di Brindisi, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona ed il patrimonio, è stato così arrestato dalla Polizia e su disposizione del pm di turno in Procura, Milto De Nozza, posto ai domiciliari.

 Quell’sms arrivato sul cellulare della sua ex, una giovane donna brindisina, C.L., con la quale l’uomo aveva avuto in passato una relazione sentimentale, ha fatto andare su tutte le furie Abruzzi. L’uomo accecato dall’ira ha schiaffeggiato la donna, le ha rotto il parabrezza dell’auto, lanciandole contro, mentre lei era seduta al posto di guida, una bottiglia di vino, e le ha strappato di mano il suo cellulare. Subito dopo si è dato alla fuga. 
 In preda al terrore la donna ha, fortunatamente, poco dopo intercettato una volante della Polizia, impegnata in servizi di pattugliamento a tutela della sicurezza dei cittadini, alla quale ha chiesto, visibilmente agitata, aiuto. Francesco Abruzzi è stato così rintracciato nell’immediato ed è stato trovato ancora in possesso del cellulare della donna. Da qui l’arresto in flagranza di reato. 

Carabinieri, tre arresti per droga

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno tratto in arresto, in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. S. W., C.L. e L.R.D., rispettivamente di 25, 22 e 21 anni, tutti di Galatone in provincia di Lecce.
A seguito di una perquisizione personale e veicolare i 3 giovani sono stati trovati in possesso di 100 grammi di marijuana, 0,5 di cocaina e 0,3 di sostanza stupefacente del tipo Mdma, più comunemente nota come ecstasy. Il tutto è stato sottoposto a sequestro, mentre su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso le rispettive abitazioni.

Carabinieri in lutto per un collega

Carabinieri in Provincia in lutto. Il brigadiere Vincenzo Ancora, 52 anni, originario di San Vito dei Normanni ed in servizio al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Padova, è deceduto, sabato scorso, dopo una breve malattia.
Dopo una Santa Messa nel centro euganeo, officiata dal cappellano militare don Corrado Tombolan, alla presenza del Generale di Divisione Aldo Visone, Comandante Interregionale Carabinieri "Vittorio Veneto", i funerali del brigadiere Ancora saranno celebrati questo pomeriggio, alle ore 15e30, nella Chiesa Madre del suo paese, San Vito dei Normanni

lunedì 26 dicembre 2016

Notte di Natale con il contingente italiano in Libano per mons. Giordano Caccia

 Notte di Natale con il contingente italiano schierato nel Paese dei cedri per il Nunzio Apostolico in Libano, monsignor Gabriele Giordano Caccia. L’alto prelato ha officiato la Santa Messa nella chiesa del quartier generale Millevoi, a Shama, alla presenza di tutti i militari, italiani e stranieri, liberi dal servizio.
 Mons. Giordano Caccia ha così sottolineato l’operato dei caschi blu delle Nazioni Unite per il “meritorio ruolo di portatori e guardiani della pace”.
 Il rappresentante della Santa Sede è stato accolto con tutti gli onori militari dal comandante del contingente italiano e del Sector West di Unifil, generale Ugo Cillo. Che ha ringraziato l’alto prelato per l’attenzione rivolta  in questo particolare periodo dell’anno, a tutti i militari, comandati a  svolgere il loro servizio lontano dai loro affetti più cari e dalla Patria.
 Al termine della funzione religiosa monsignor Giordano Caccia si è trattenuto per lo scambio degli auguri con i militari nel refettorio della base.Attualmente la missione in Libano è a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, all’interno della quale significativa è la presenza di soldati e soldatesse di origine salentina.

A Natale carabinieri impegnati in attività di prevenzione reati. Quattro denunce

Aveva 23 grammi di sostanza stupefacente tipo marijuana e materiale ritenuto utile al suo confezionamento. Scoperto dai carabinieri di Oria A.N.O. ,19 anni, è stato denunciato a piede libero.
 A Brindisi, invece, 3 persone sono state denunciate in stato di libertà per possesso ingiustificato di chiavi false o grimaldelli. I tre sono stati sorpresi con fare furtivo a bordo di un furgone nel centro abitato. Fermati e perquisiti dai carabinieri della compagnia di Brindisi sono stati così trovati in possesso di attrezzi ritenuti utili allo scasso. Identificati sono stati denunciati.

Botti illegali in garage sequestrati dalla Polizia

Nicolò Sgura
  Rinvenuto in un garage in una palazzina abitata da numerose famiglie del  quartiere Sant’Elia, a Brindisi, un deposito abusivo di petardi e botti accatastati in assenza delle più elementari misure di sicurezza. La scoperta è stata effettuata dal personale della Squadra mobile della Questura di Brindisi, che ha sorpreso all’interno dell’immobile, ed arrestato, su disposizione del pm di turno in Procura, dott. Milto De Nozza, il 27enne brindisino Nicolò Sgura. 
 In particolare gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 10 scatole, per un peso lordo complessivo di un quintale e mezzo di botti natalizi.
 Il considerevole quantitativo di botti stipato in un modesto locale in assenza delle minime condizioni di sicurezza, e per di più ai piedi di un palazzo abitato, costituiva grave pericolo per la sicurezza pubblica, sebbene presi singolarmente gli artifizi erano da ritenersi privi di rischi.
 La pericolosità del materiale così rinvenuto è stata certificata dall’Unità Artificieri del locale Ufficio di Polizia di Frontiera, che ha, infatti, quantificato la presenza di un principio attivo esplodente del peso di oltre 28 chilogrammi.
All’interno di quel garage è stato sorpreso dagli agenti anche un altro 26enne brindisino, R.A., che aveva appena finito di caricare sulla sua auto una delle scatole contenenti i botti. Il giovane è stato, pertanto, denunciato in stato di libertà per il tentato trasporto di materiale esplodente in assenza di qualsivoglia autorizzazione di polizia.
  Com’è noto in periodi di festività di fine anno la Polizia di Stato è in prima linea in attività di vigilanza e prevenzione su possibile utilizzo sconsiderato di materiale esplodente. Nel fine settimane sono stati incrementati dal questore di Brindisi, dot. Maurizio Masciopinto, i servizi finalizzati a garantire una più sicura fruizione delle festività natalizie. Ed i risultati non sono mancati, visto il sequestro del considerevole materiale esplodente rinvenuto e sequestrato.


domenica 25 dicembre 2016

Toccante cerimonia della benedizione dello spadino nella notte di Natale

La magica notte del Natale nella chiesa don Bosco, a San Pietro Vernotico, è stata arricchita quest’anno dall’antica tradizione della benedizione dello spadino di un giovane cadetto sampietrano, Pasquale Pennetta, entrato nell’Accademia Navale di Livorno, come aspirante ufficiale del Genio. Presenti alcuni ufficiali, sottufficiali ed una rappresentanza del Gruppo Anmi (Associazione Nazionale Marinai d’Italia), don Alessandro Mele ha benedetto lo spadino, sfoderato per la prima volta, come da tradizione, dalla persona di sesso opposto, “esempio di fedeltà e dedizione” al giovane cadetto. In questo caso dalla mamma del giovane aspirante ufficiale, la signora Sabrina. 
 La Santa Messa solenne, le voci del coro, la chiesa gremita ed il giovane cadetto, Pasquale, che si presenta al cospetto del suo parroco, chiedendo la benedizione dello spadino, elemento portante della sua uniforme. Accanto mamma Sabrina, visibilmente emozionata, ed il capitano di fregata Alfredo Palermo, che ha fatto da tutor.
  “Ravviva in noi, o Padre, nel segno di quest’acqua benedetta l’adesione a Cristo, via, verità e vita”. Con questa formula don Alessandro ha benedetto lo spadino, mentre la sig.ra Sabrina lo ha sguainato e consegnato a suo figlio Pasquale. Che tradizione vuole lo custodisca gelosamente dopo averlo offerto, come simbolo della sua vita e della sua professione, al Signore, il giorno della sua Nascita. Uno spadino simbolo dell’impegno a serbare per sempre quei valori fondanti, quali onore, dignità, fedeltà, audacia, volontà, lealtà, fierezza  e coraggio, che ogni cadetto è chiamato a rispettare ed onorare.
 La notte di Natale nella chiesa don Bosco si è così riempita da un lungo scroscio di applausi di auguri e felicitazioni per un giovane aspirante ufficiale di Marina, che da alcuni mesi, ormai, ha lasciato la sua San Pietro per entrare a far parte della prestigiosa Accademia Navale. 
  Auguri per la sua professione di “marinaio” che sono stati suggellati, a conclusione della Santa Messa, con la recita della “Preghiera del Marinaio”.  


venerdì 23 dicembre 2016

Gli Auguri di Chsizza Rande al Contingente italiano in Libano


Sono circa mille i militari italiani che partecipano alla missione Unifil in Libano. Tra di loro numerosi ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa salentini. Chiazza Rande ha seguito, e continuerà a farlo, le loro molteplici attività, soprattutto in campo umanitario, effettuate a favore delle popolazioni locali con dedizione e generosità. Con i sentimenti di gratitudine per il lavoro svolto, che onora l’Italia e ci rende tutti orgogliosi, in particolare, qui nel Salento, Chiazza Rande in occasione delle festività natalizie desidera formulare i migliori auguri a tutti loro e al Comandante, generale Ugo Cillo.

La Brigata che in questo momento è al comando dell’operazione Leonte XXI è la “Pozzuolo del Friuli” di Gorizia, unica brigata di cavalleria del nostro Esercito, al suo quinto mandato nel Paese dei Cedri, dove la luce del sole, i colori ed il mare assomigliano molto a quelli della nostra Puglia.
I caschi blu italiani svolgono le attività previste dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e come tutti i loro colleghi impegnati nelle altre missioni, trascorreranno le prossime feste di Natale e Capodanno lontani dai loro affetti più cari.
Il Libano del sud, un’area particolarmente importante per gli equilibri del medio-oriente, è dal 2006 più sicura proprio grazie all’impegno di Unifil e dei nostri militari.

giovedì 22 dicembre 2016

Gli studenti del Valzani per Aleppo


 Hanno sfilato per vie di San Pietro portandosi addosso il peso di un pensiero di solidarietà per i bambini di Aleppo. Gli studenti del Valzani hanno voluto così aderire al progetto lanciato dall’Unicef “Una coperta per Aleppo”, la città martire, teatro di mille atroci sofferenze patite dalla popolazione civile. Soprattutto dai bambini privati del loro futuro e della dignità di vivere.

  Il corteo ha preso le mosse davanti all’Istituto Valzani ed ha concluso la manifestazione intorno a mezzogiorno su piazza del Popolo, davanti al presepe regalato alla città da un imprenditore, Stefano Lanzo. Messaggi augurali, danze propiziatrici e commoventi, accorati appelli a non chiudere gli occhi davanti all’immane dramma della popolazione siriana. hanno scandito il mezzogiorno di San Pietro Vernotico. Una preghiera per Aleppo.
  “Il mondo non sarà distrutto da quelli che fanno il male, ma da chi li guarda senza fare niente”- hanno scritto su un cartello gli studenti del Valzani. Una condanna della colpevole indifferenza, la loro.

  “Andate presso le vostre famiglie, portate gli auguri dei vostri docenti e anche un momento di riflessione su quello che sta accadendo nel mondo”- ha esortato la prof.ssa Lucia De Stradis. Un appello-invito che certamente è stato fatto proprio dagli studenti: un seme destinato a germogliare.

    A conclusione della manifestazione gli studenti ed il corpo docente hanno dato vita al cerchio dell’amicizia scandito dalla suggestive note di “Happy Cristimass” di John Lemon.




La Squadra Mobile di Brindisi blocca un albanese che voleva entrare in Italia con false generalità

 Tradito dalla comparazione delle impronte papillari. E così un cittadino albanese, Valentin Biba, 30 anni, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Brindisi per violazione delle norme in materia di immigrazione.  L’albanese già espulso nel 2005 con altre generalità, era rientrato in Italia con un passaporto sul quale erano annotati alcuni altri ingressi sul territorio della Repubblica successivi alla sua espulsione. La comparazione delle impronte papillari con quelle a suo tempo acquisite all’atto dell’espulsione, con generalità diverse da quelle con cui si era ripresentato, hanno, però, consentito al personale dell’Ufficio immigrazione della Questura di identificarlo con certezza. E pertanto di arrestarlo.

Gli arresti effettuati dai carabinieri

 I Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato, per maltrattamenti in famiglia, M.B., 36 anni, di origine marocchina, ma residente a Ostuni.
  Nella tarda serata di ieri l'uomo è stato bloccato presso la sua abitazione, subito dopo aver percosso la convivente. Nel corso degli accertamenti, i militari hanno acclarato la continuità dei maltrattamenti, già denunciati dalla donna nell'ottobre scorso, ma in atto da almeno 6 mesi, consistenti in violenze fisiche, psicologiche. Oltre che in continue minacce e mortificazioni da parte dell’uomo spesso in preda ai fumi dell’alcool. 

Mesagne, aggredisce senza motivo un connazionale. Arrestato dai poliziotti del Commissariato

Nicolae Alexandru
Una conviviale riunione tra connazionali sfocia in un’aggressione senza motivo a colpi di calci e pugni. L’aggressore ha anche brandito un’ascia. Per fortuna il tempestivo intervento dei poliziotti del Commissariato di Mesagne è valso a scongiurare il peggio. L’aggressore  Nicolae Alexandru, un cittadino rumeno con precedenti penali per reati contro la persona,  è stato così arrestato e su disposizione del pm di turno in Procura, dott.ssa Manuela Pellerino, condotto in carcere a Brindisi. La vittima di tanta gratuita furia selvaggia, Ilie Doroftei, anche lui un rumeno, è stata invece soccorsa dal 118 e condotta d’urgenza al Perrino di Brindisi, dove si trova ricoverato in prognosi riservata. I medici gli hanno riscontrato un trauma cranico e numerose fratture.

Domenico Serio: "Le proteste che si levano all'interno del Pd sono sacrosante"

Riceviamo ed integralmente pubblichiamo un intervento del capogruppo Pd al consiglio comunale di San Donaci, l'agronomo Domenico Serio, inerente le elezioni degli organi provinciali.
Nella vicenda del rinnovo dei consigli provinciali si ha l’impressione che, ancora una volta, i rappresentanti delle istituzioni politiche locali, abbiano sbagliato il modo con cui poter assolvere al meglio alle proprie funzioni istituzionali.
Le Provincie, secondo l’ordinamento attuale, sono rimaste ancora in piedi con alcune competenze e il loro governo viene costituito attraverso elezioni di secondo livello. Che sono elezioni che non vengono affidate al voto diretto dei cittadini. Gli eletti dai cittadini, sindaci e consiglieri comunali, attraverso le provincie, hanno il compito di gestire alcuni problemi sovra comunali (manutenzione della strade provinciali, delle scuole superiori, vari livelli di programmazione territoriale) per cui hanno il dovere di dotarsi ed eleggere il loro organo di governo costituito dal presidente e dai consiglieri provinciali.

Nel Paese dei cedri i caschi blu italiani vanno a scuola


  Nel Paese dei cedri i caschi blu italiani vanno a scuola. Ed a Tayr Harfa, su richiesta della direttrice dell’istituto, la professoressa Zainab Srour, i militari del battaglione di manovra del Sector West di Unifil, Italbat, effettuano, con l’ausilio del personale sanitario militare, un check up medico per tutti gli studenti, circa 200.   Non solo. Grazie alla professionalità dei tecnici del “Genova Cavalleria”, hanno anche ripristinato la funzionalità di 10 computer in dotazione alla scuola, consentendo alla struttura di continuare con le previste lezioni di informatica.



Inoltre i militari del contingente italiano hanno distribuito nelle scuole di Zibquine e Ramadyah materiale didattico e giocattoli appositamente ricevuti dalla Croce Rossa di Palmanova, dall’Associazione Internazionale Regina Elena onlus e dalla ditta Panini.
  La sicurezza stradale, invece, è stato il tema della giornata organizzata al quartier generale di Shama dai caschi blu italiani, in collaborazione con il Civil Affairs di Unifil. Questa iniziativa ha coinvolto oltre 150 studenti ed è stata condotta dai militari dell’Arma dei Carabinieri, che in Libano rivestono compiti di Polizia Militare, unitamente ai colleghi della International Military Police della Tanzania.

“Le attività svolte evidenziano- si legge in un comunicato diramato dalla cellula pubblica informazione- la versatilità dei progetti di sostegno alla popolazione, così come sancito dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. 


 Attualmente la missione in Libano è a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, al suo quinto mandato nel Paese dei cedri. Dallo scorso mese di ottobre i “cavalieri” della Pozzuolo del Friuli hanno assunto il comando del Sector West di Unifil, agli ordini del generale Ugo Cillo.


mercoledì 21 dicembre 2016

Arrestata dai carabinieri per truffa

A Francavilla Fontana, i Carabinieri della locale Stazione, in collaborazione con quelli della Stazione di Villa Castelli, hanno eseguito un ordine di carcerazione, emesso dall'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di Vita Maria Altavilla, 50 anni, del posto.
La donna deve espiare la pena di 2 anni di reclusione, per truffa aggravata, commessa a Francavilla Fontana il 20 maggio del 2010.
Dopo le formalità di rito, Vita Maria Altavilla è stata associata presso la casa circondariale di Taranto.


La Squadra Mobile, due arresti per droga

Lo stupefacente scoperto in casa Stabile
 E’ senza soluzione di continuità l’attività di prevenzione  e repressione contro il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti messa in atto dalla Squadra Mobile di Brindisi. 
  Nel fine settimana i poliziotti hanno effettuato due arresti, nei confronti di altrettante persone con precedenti specifici.
  A finire nei guai sono stati Andrea Stabile, 26 anni, ed il ventenne brindisino Luigi Allegrini.
 Stabile, già sottoposto agli arresti domiciliari, aveva in casa un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo marijuana di poco inferiore ai 20 grammi. La droga, avvolta in una pellicola trasparente, era nascosta in cucina all’interno di uno strumento di comune uso domestico.
  A scovare la sostanza stupefacente è stato Judo, un cane antidroga in forza alla Polizia di Frontiera.
   Dopo le formalità di rito il pm di turno in Procura ha disposto che Stabile fosse collocato nuovamente ai domiciliari a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Luigi Allegrini
Andrea Stabile
  Ne corso di analoga attività investigativa messa in atto dalla Squadra Mobile nella mattinata di ieri è stato scoperto come Luigi Allegrini avesse nascosto in casa più di mezzo chilo di sostanza stupefacente del tipo marijuana, 2 bilancini di precisione, materiali ed oggetti utili al confezionamento, pesatura e taglio dello stupefacente e 2 dosi di droga già pronte per la cessione.
  Anche in questo caso, completate le formalità di rito, Allegrini è stato posto ai domiciliari a disposizione dell’Autorità giudiziaria.