mercoledì 30 novembre 2016

Rizzo: "Sindaco e maggioranza hanno votato, senza rendersene conto, una sfiducia di fatto al primo cittadino"

 Il segretario comunale non rende un parere richiesto, ed obbligatorio, su una questione incidentale e sospensiva; il presidente del consiglio comunale supera il problema del mancato invio della pec di convocazione alla dr.ssa Giuliana Giannone, consigliera comunale, con un laconico “peggio per lei”: è successo tutto questo nel consiglio comunale di San Pietro Vernotico. A denunciarlo è l’ex sindaco, l’avv. Pasquale Rizzo, che aggiunge come “il fatto più bello, ridicolo, ed al contempo allarmante, sia stato, che tutti i consiglieri di maggioranza, abbiano poi votato, senza rendersene conto, una sorta di sfiducia al sindaco, con conseguenti possibili azioni giudiziarie nei suoi confronti”.
  Spiega l’avv. Rizzo: “Il Revisore dei Conti ha evidenziato, tra le tante criticità e situazioni disastrose,  come “non risultino documentate agli atti le azioni a tutela dell’Ente intraprese dal socio di maggioranza in seno alla assemblea dei soci di Fiscalità locale.”
In altre parole il socio di maggioranza, ovvero il sindaco Maurizio Renna, (rappresenta il Comune di San Pietro Vernotico nella assemblea dei soci, mentre quelli di minoranza, la Censum è fallita e la Maggioli da tempo se n’è disinteressa, n.d.r.) avrebbe certificato, nell’agosto del 2015 “un bilancio di Fiscalità locale, che da passivo registrava un utile, con l’iscrizione di poste attive, che il sindaco sostiene di aver riscontrato”.
Nell’ultima seduta del consiglio comunale i consiglieri di maggioranza (Solazzo, Pecoraro, Di Taranto, Argentieri, Esposito, Giordano, Monteduro, Marra, Bracciale, Carella, Marangio) e lo stesso primo cittadino hanno, invece, chiesto al legale del Comune, l’avv. Guido Massari,  “una relazione sullo stato delle azioni intraprese a tutela dell’Ente, sullo stato giuridico della società, e sulle possibili ulteriori azioni da attivare a tutela dell’Ente”.
  “Come se Fiscalità locale fosse- sottolinea l’avv. Rizzo-  un soggetto estraneo, e non una società partecipata dal Comune, per conto della quale il socio di maggioranza, ovvero il sindaco, in assemblea non avesse già deliberato in merito alla situazione finanziaria della compartecipata”.
  L’avv. Rizzo, pertanto, definisce la situazione così venutasi a creare “ridicola, pittoresca, pericolosa, dannosa e persino demenziale”.
  “Dubito, che qualcuno diverso dall’assessore Lucia Argentieri, (il sindaco Rennna le ha revocato la delega alla firma n.d.r.) abbia capito o letto il contenuto di quanto è stato deliberato in consiglio comunale”- scrive l’avv. Rizzo-. Che conclude come "le sorti di San Pietro Vernotico, purtroppo ,
siano capitante in mano a personaggi di questo spessore”.